Nigeria, crolla scuola: almeno 8 bimbi morti/ Video Lagos: si temono altre vittime

Crollo di una scuola in Nigeria, a Lagos: un edificio di tre piani si è sbriciolato in pieno giorno, almeno 8 bambini morti. Diversi alunni intrappolati.

13.03.2019, agg. alle 16:45 - Carmine Massimo Balsamo
crollo scuola nigeria lagos
Crollo scuola a Lagos, Nigeria

Mancano conferme ufficiali da parte delle autorità nigeriani, ma il bilancio del crollo della scuola a Lagos è di otto bambini morti. Purtroppo, riporta la Bbc, il timore è che ci possano essere altre vittime sepolte sotto le macerie. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, con una ruspa e decine di agenti di sicurezza al lavoro per tentare di individuare e salvare altri alunni intrappolati. Sul posto genitori ansiosi in attesa che i loro figli vengano salvati. Intervistato dalla CNN, Wale Wasiu ha denunciato l’insicurezza di diversi edifici: «Molte strutture qui non sono sicure, dovrebbe essere risaputo che nessuna scuola dovrebbe essere qui». La Reuters riporta la testimonianza di un altro residente, Idris: «E’ la normalità trovare scuole nelle zone residenziali o in altre locazioni che non sono adatte per una struttura scolastica». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

7 BIMBI SALVATI

Nuovi aggiornamenti da Lagos, Nigeria, dove questa mattina è crollato un edificio scolastico di tre piani. Sarebbero almeno 100 i bambini rimasti intrappolati sotto le macerie, riporta la stampa locale, con molti studenti che sono stati trasportati negli ospedali della zona. I genitori dei bimbi dispersi si stanno affollando sul luogo del disastro: Reuters evidenzia che la scuola elementare era situata al terzo e ultimo piano del palazzo. Secondo le primissime indiscrezioni a disposizione, sette bambini sono stati portati in salvo e sono stati condotti nelle strutture ospedaliere per accertamenti sulle loro condizioni dopo il crollo. Notizia da confermare, Guardian.ng riporta che sarebbero cinque gli studenti deceduti: la testimonianza arriva da un residente della zona, con i soccorritori che avrebbero condotto fuori dalle macerie quattro bambini. Sempre secondo il testimone, il governo dello Stato di Lagos aveva destinato l’edificio collassato alla demolizione nel 2018, ma gli occupanti si rifiutarono di lasciare la struttura. (Aggiornamenti di Massimo Balsamo)

DECINE DI BIMBI SOTTO LE MACERIE

Crollo di una scuola in Nigeria, a Lagos: si teme una strage. Il dramma si è consumato questa mattina, mercoledì 13 marzo 2019, nella capitale commerciale del Paese africano: un edificio di tre piani si è sbriciolato in pieno giorno. Ibrahim Farinloye, portavoce della regione sud occidentale dell’Agenzia Nazionale di gestione dell’emergenza, ha affermato ai microfoni della Reuters che non ci sono informazioni ufficiali su eventuali vittime ma sono decine i bambini sotto le macerie. Il crollo, verificatosi nella zona di Itafaji dell’Isola di Lagos: Channels Tv sottolinea che potrebbero essere diverse le vittime e numerose le persone rimaste intrappolate. Sul posto soccorritori e operatori di emergenza, con la struttura segnalata come un edificio residenziale con diversi appartamenti.

CROLLO SCUOLA NIGERIA: SI TEME UNA STRAGE

Sui social network circolano i primi video e le prime immagini dal posto, con la situazione che è letteralmente tragica: soccorritori, parenti e passanti impegnati a scavare sotto le macerie per trovare le persone rimaste intrappolate dopo il crollo della scuola. La Nigeria è spesso colpita da crolli di edifici, con la Reuters che evidenzia che ciò è dovuto alla debole applicazione delle normative e alla povertà dei materiali di costruzione utilizzate. Nel 2016 più di 100 persone persero la vita nel crollo di una chiesa nel sud-est del Paese. Sempre tre anni fa, a Lagos, un edificio di cinque piani crollò in pieno giorno: 30 vittime. Un episodio simile si è verificato recentemente sempre nella capitale economica, con una scuola costruita «per resistere a tempeste e inondazioni» che è venuta già all’improvviso: fortunatamente in quell’occasione non sono stati registrati morti.




© RIPRODUZIONE RISERVATA