LORENZO ORSETTI UCCISO DALL’ISIS/ Il padre “Ti capisco, hai fatto quello che volevi”

- Niccolò Magnani

Lorenzo Orsetti ucciso dall’Isis nella giornata di ieri: le parole del padre

Curdi vs Isis a Baghuz
Baghuz, forcing curdi contro l'Isis in Siria (LaPresse, 2019)

E’ disperato il padre di Lorenzo Orsetti, il foreign fighter italiano che era andato in Siria per sconfiggere l’Isis, ma che è morto sotto i colpi dello stesso Stato Islamico. Intervistato dai microfoni di Storie Italiane, su Rai Uno, ha spiegato in lacrime: «È andato là per testimoniare la situazione dei curdi. Lo sentivamo quando era possibile, era un po’ che non lo sentivo, da domenica scorsa, continuava a dire che l’Isis era ancora forte e questa è la dimostrazione. Mi ha dato tanto dolore questa notizia. Vorrei dirgli “va avanti hai fatto quello che ritenevi giusto, ti abbraccio e ti capisco”». In collegamento anche Fausto Biloslavo, giornalista de Il Giornale che segue da vicino la guerra in Siria e che recentemente aveva incontrato proprio Orsetti: «Sono stato in Siria lo scorso mese – afferma – era un volontario straniero dalla parte giusta, idealista, romantico e anarchico, credeva in quello che faceva, da un anno e mezzo ha scelto questa vita, ha vissuto come combattente ed è morto come combattente». Le forze curde, ha aggiunto, intendono vendicare la morte di Lorenzo e vogliono recuperare il corpo che è ancora nelle mani dell’Isis e che «potrebbe essere addirittura venduto, come si usa da quelle parti». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LORENZO ORSETTI UCCISO DALL’ISIS

Lorenzo Orsetti è stato ucciso in Siria dall’Isis. Era un volontario italiano che si era unito all’esercito curdo per combattere lo Stato Islamico, scacciandolo dalle terre che aveva conquistato con il sangue. E’ morto sotto i colpi degli estremisti islamici, come annunciato dagli stessi nella giornata di ieri. Orsetti sapeva che sarebbe potuto morire da un momento all’altro, del resto, quando si va in guerra, si è consapevoli del rischio che si corre ogni minuto, e di conseguenza lo stesso aveva deciso di scrivere una lettera d’addio che Quotidiano.net ha pubblicato stamane. La missiva l’aveva lasciata all’amico Davide Grasso, altro combattente italiano partito per la Siria. «Ciao – inizia la lettera – se state leggendo questo messaggio significa che non sono più in questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così». Orsetti prosegue dicendo di non avere rimpianti e di essere morto facendo quello che riteneva più giusto «difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà». Il combattente del Belpaese dice di essere soddisfatto della sua vita, che resta comunque un successo «e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio». Quindi Orsetti conclude la sua lettera d’addio con tali parole: «ricordate sempre che «ogni tempesta comincia con una singola goccia». Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LORENZO ORSETTI UCCISO DALL’ISIS

Dopo che l’ISIS aveva annunciato con un messaggio shock apparso su Instagram la morte in Siria del 33enne volontario italiano Lorenzo Orsetti, nelle ultime ore sono arrivate purtroppo le conferme e il padre del ragazzo commentato la morte del figlio che si era dedicato alla causa della resistenza curda. Il ragazzo originario della Toscana infatti sarebbe rimasto ucciso negli scontri con le ultime sacche di resistenza del sedicente Califfato Islamico: “Siamo orgogliosi di lui e della scelta che ha fatto” ha scritto sui social network il padre Alessandro, spiegando come il figlio fosse partito per il Medio Oriente da circa un anno e mezzo. “Stavamo sempre in angoscia, soprattutto quando per un periodo non lo sentivamo” ha scritto ancora il genitore a proposito di Lorenzo e della sua scelta di andare a combattere per i curdi. “Era un bravo ragazzo e ha sempre voluto aiutare gli altri” gli ha fatto invece eco la madre Annalisa. (agg. di R. G. Flore)

L’ANNUNCIO SHOCK DELL’ISIS

Con un nuovo messaggio su Telegram (dopo la recente minaccia di vendetta per le stragi delle moschee in Nuova Zelanda, ndr) l’Isis lancia un annuncio shock che ovviamente andrà verificato dai servizi segreti: «abbiamo ucciso un crociato italiano nei combattimenti a Baghuz», l’ultima roccaforte in Siria dove lo Stato Islamico sta cercando di difendere all’ultimo sangue contro l’offensiva delle forze curdo-siriane appoggiate dalla coalizione Usa. Sempre sul social network, l’Isis ha pubblicato anche la tessera sanitaria e la carta di credito del presunto uomo ucciso; si tratta di Lorenzo Orsetti, volontario italiano che da tempo combatte assieme ai curdi la mano nera di Daesh in terra siriana. «Il crociato italiano è stato assassinato negli scontri nella località di Baghuz» scrivono i terroristi islamisti che postano anche una foto in cui si vede un uomo senza vita con un vestito-uniforme militare. La conferma sull’identità di Orsetti arrivano anche da Rai News24, dove l’inviata da Istanbul Carmela Giglio ha detto poco fa che il volontario italiano è fiorentino di origine e si è legato alle milizie curde assieme alla “brigata internazionale” di volontari già diversi mesi fa. Negli ultimi anni tra le fila delle Sdf si sono uniti molti volontari stranieri arrivati per combattere il ‘califfato’ che si era creato tra Siria e Iraq.

CHI È LORENZO ORSETTI, L’ITALIANO VOLONTARIO ANTI-ISIS

Secondo quanto riportato dal blog del Giornale “Occhi della guerra”, il volontario Lorenzo Orsetti intendeva lanciare una battaglia di civiltà contro i fabbricatori di morte dell’Isis: per questo si è unito alle milizie e per questo si è fatto intervistare lo scorso febbraio dal collega Fausto Biloslavo a Tell Tamer, nel nord della Siria. Al blog del Giornale aveva raccontato la dura vita contro i jihadisti in questi termini: «Un paio di volte sono quasi riusciti ad accerchiarci. Nel deserto hanno contrattaccato e travolto le nostre postazioni. Quando iniziano a morirti i tuoi compagni accanto, soprattutto per le mine e  cecchini, non lo dimentichi. Adesso molti miliziani stranieri si arrendono, ma spesso si sono fatti saltare in aria quando non avevano vie di scampo. Lo Stato islamico è un male assoluto. Questa è una battaglia di civiltà». Il nome di battaglia di Lorenzo era “Tekoser”, lottatore, e la notizia della sua morte ora dovrà essere verificata in ultima analisi dalla Farnesina: il forcing a Baghuz è agli sgoccioli ma l’Isis, con gli ultimi combattenti, non vuole arrendersi e intende vendicare la sconfitta con l’eliminazione degli ancora tanti prigionieri sotto la loro “protezione”. Purtroppo Lorenzo, a quanto pare, era tra loro..

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