Iraq, 1500 bambini Isis imprigionati e torturati/ HRW “Fermate questa pratica”

Human Rights Watch si appella al governo di Baghdad affinché vengano liberati i 1500 bambini arrestati e torturati in Iraq

iraq_wikipedia
Iraq al voto, prime elezioni dopo l'Isis (Foto: da Wikipedia)

1.500 bambini sarebbero detenuti e torturati in Iraq. A denunciarlo è la ong Humar Rights Watch, secondo cui le autorità irachene starebbero trattenendo i giovani perché sospettati di essere nuove leve dell’Isis, ma in diverse occasioni gli stessi minorenni verrebbero torturati solo con lo scopo di estorcere delle confessioni. In un rapporto redatto dalla Ong di cui sopra, e pubblicato in queste ore, si legge che «Le autorità irachene e del governo regionale del Kurdistan hanno incriminato centinaia di minori per terrorismo per presunti legami con il sedicente Stato islamico (Is)». Sono quasi 200 i bambini stranieri che sono stati incriminati per terrorismo e condannati al carcere, ma per la maggior parte si tratta di arresti arbitrari, bambini che vengono poi torturati per farli confessare, per questo Hrw ha chiesto al governo di Baghdad e a quello regionale del Kurdistan delle modifiche immediate alle leggi anti-terrorismo, ponendo così fine a questo scempio che rappresenta una grave violazione del diritto internazionale.

IRAQ, 1500 BAMBINI ISIS IMPRIGIONATI E TORTURATI

L’accusa da parte di Human Rights Watch nei confronti delle autorità irachene è di «arrestare spesso bambini per qualsiasi percepito legame con l’Is, di usare la tortura per estorcere confessioni e condannare i sospetti in processi sommari e iniqui». Joe Becker della ong ha denunciato che «Questo approccio indiscriminato e punitivo non è giustizia e avrà per tutta la vita conseguenze negative per molti di questi bambini». Il rapporto è stato stilato dopo che la stessa Ong ha parlato lo scorso novembre con alcuni minori trattenuti dalle autorità curde, e molti di loro hanno spiegato di essere stati torturati per confessare. Inoltre, numerosi bambini hanno confermato di essere parte dell’Isis, ma di essere stati obbligati ad unirsi allo Stato Islamico per problemi economici, per pressioni della famiglia di appartenenza, o per fuggire a situazioni di difficoltà. Secondo Becker i bambini coinvolti dovrebbero essere sottoposti ad altri trattamenti riabilitativi: «Per i bambini coinvolti nei conflitti armati ci sono la riabilitazione e il reintegro – ha concluso – non torture e carcere».



© RIPRODUZIONE RISERVATA