LIBIA, SCONTRO HAFTAR VS AL SERRAJ/ Milizie a sud Tripoli: Salvini a G7 “preoccupati”

- Niccolò Magnani

Caos in Libia, scontri nella notte: l’esercito di Haftar avanza su Tripoli e conquista Gharian, Al Serraj dichiara stato d’emergenza nazionale. Salvini al G7 “preoccupati”

stretta di mano tra Sarraj e Haftar
Libia, stretta di mano Haftar-Sarraj a Palermo (Twitter Giuseppe Conte, 2018)

Nella riunione dei Ministri degli Interni del G7 a Parigi, il vicepremier Matteo Salvini ha riservato diverse preoccupazioni in merito all’attuale situazione drammatica in Libia: «Siamo preoccupati per quanto sta accadendo in Libia e approfitto per chiedere a tutti una soluzione» ha spiegato durante la colazione di lavoro al G7 di Parigi dedicata questa volta alla «lotta contro il traffico dei migranti e le reti dedicate alla tratta’ di esseri umani». La situazione a sud di Tripoli intanto si fa sempre più complessa con le milizie di Haftar che avanzano mentre la Comunità Internazionale non sembra avere “armi” per poter frenare l’improvvisa escalation. La missione dell’Unione europea in Libia ha espresso «profonda preoccupazione per l’escalation mettendo in guardia da pericolosi scontri che non possono essere controllati»: in una ulteriore nota tutti i diplomatici Ue impegnati da mesi nel difficili dialoghi di pace tra le varie forze libiche fanno appello ad Haftar e Al Serrah affinché calmino immediatamente le tensioni e fermino tutti gli atti ostili sottolineando che «è impossibile che vi sia una soluzione militare della crisi libica. Esprimiamo totale sostegno dell’Unione Europea agli sforzi che sta compiendo l’inviato internazionale per la Libia Ghassan Salame». Da ultimo, la nota ha sollecitato gli antagonisti libici ad «approfittare dell’occasione della visita nel Paese del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres».

LIBIA, SCONTRO HAFTAR-AL SERRAJ

La giornata di oggi doveva servire da tassello importante per continuare ad inseguire una pace tutt’altro che semplice tra le due parti in lotta per il controllo della Libia (tribù islamiste escluse, ndr), con l’arrivo del segretario generale dell’Onu a Tripoli: ma nella notte l’esercito libico del generale Khalifa Haftar ha attaccato pesantemente le milizie “ufficiali” del Premier Al Serraj. Dopo una notte di violenti e sanguinosi scontri a sud di Tripoli l’Esercito Nazionale Libico (Lna) ha preso il controllo della città di Gharian, a circa 100 km dalla capitale comandata dal Governo nazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite. Manovra studiata probabilmente da settimane, visto che sul campo diplomatico Haftar ha continuato il dialogo con la comunità Internazionale, il mediatore dell’Onu e ovviamente il nemico Al Serraj mentre sul fronte militare muoveva le sue truppe verso Ovest stringendo anche alleanze con milizie isolate e ostili al Governo del Premier.

L’ARRIVO DEL SEGRETARIO ONU

Proprio ieri la LNA aveva annunciato che da Sud avrebbe fatto avanzare le sue truppe «per liberare Tripoli dal terrorismo»: osservando le immagini diffuse dai media libici vicini al generale Haftar, si sono viste colonne di 300 blindati che si spostavano verso la capitale per lo scontro serrato con il Governo Serraj. L’uomo forte della Cirenaica, sostenuto a livello internazionale dal Premier Macron e in ultima istanza anche dal Governo Conte – nel tentativo di stabilire una pace duratura in Libia – sostiene che la Tripolitania vada del tutto «liberata» e i propri alleati li sta già trovando sul campo: «Al fine di evitare lo spargimento di ulteriore sangue dei figli di una unica patria, noi Brigate dei Ribelli di Tripoli annunciamo di stare dalla parte della maggioranza degli onesti del popolo libico e di unirci a LNA sotto la guida del generale Haftar e tutte le nostre forze da ora in poi rispondono al suo comando», sostengono le milizie GNA che passano così affianco di Haftar. Il Premier Al Serraj ha dichiarato per la Libia l’emergenza nazionale e il rischio di una ancora più aspra guerra nella Capitale ora è tutt’altro che minimo come previsione. Mentre è in arrivo dal Cairo proprio verso Tripoli, il segretario generale dell’Onu Guterres ha scritto su Twitter «totalmente determinato a sostenere il processo politico in questo Paese per guidarlo verso la pace, la stabilità la democrazia e la prosperità».

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