Milla Jovovich/ “Ho abortito anche io, nessuna donna vorrebbe farlo”

- Paolo Vites

L’attrice Milla Jovovich si scaglia contro la nuova legge sull’aborto dello stato della Georgia

Resident_Evil_Milla_Jovovich
Milla Jovovich

Non si sa al momento se lo sciopero del sesso proclamato dall’attrice Alyssa Milano per protesta contro la nuova legge sull’aborto proclamata dallo stato della Georgia (che riduce la possibilità di abortire alla sesta settimana, quando cioè sarebbe possibile rilevare il battito del cuore del feto) abbia avuto successo. Conoscendo gli americani ne dubitiamo fortemente: difficile per la patria del sesso libero fare una scelta del genere. Sta di fatto che, curiosamente, ma in realtà no, un’altra attrice scende sul piede di guerra. E’ Milla Jovovich, nota per le sue interpretazioni nella serie cinematografica Hellboy. Su  Instagram ha rilasciato un lungo post dove affronta il caso della Georgia con una dichiarazione alquanto aleatoria (“I nostri diritti come donne di ricorrere ad aborti sicuri e con medici esperti sono di nuovo in gioco”). Non si capisce perché la riduzione del tempo per abortire dovesse per forza produrre medici non esperti. La dichiarazione piuttosto fa pensare che l’attrice intenda che l’aborto è più sicuro per una donna quanto più si va avanti nel tempo, il che può essere. L’attrice poi rivela di aver abortito due anni fa e di avere ancora gli incubi di notte: “Io stessa ho avuto un aborto d’emergenza 2 anni fa. Ero incinta di 4 mesi e mezzo e giravo nell’Europa dell’Est. Ero entrata in parto pretermine ed è stata una delle esperienze più terribili che abbia mai vissuto. Ho ancora gli incubi, ero sola e indifesa. Quando penso al fatto che le donne potrebbero dover affrontare un aborto in condizioni ancora peggiori di quelle per via di queste nuove leggi, il mio stomaco si contorce…”.

LE ATTRICI SUL PIEDE DI GUERRA

Si ricorda però del figlio perso e parla della depressione post aborto avuta a lungo, del dolore provato tanto da dover interrompere la sua carriera: “Il ricordo di quello da cui sono passata e di cosa ho perduto saranno con me fino a quando vivrò. L’aborto è un incubo, nessuna donna vorrebbe passare da quell’esperienza”. Le parole dell’attrice sollevano alcune domande: il suo è stato un aborto naturale, sembra di capire, causato da problemi fisici. Allo stesso tempo, sembra di capire, le nuove leggi introdotte da diversi stati americani non sembrano escludere questa ipotesi, anzi. Anche l’Alabama, oggi al centro delle polemiche per aver varato una legge in cui viene vietato l’aborto anche per casi estremi come l’incesto e lo stupro, ha lasciato l’interruzione di gravidanza in caso di pericolo per la donna. Dunque perché non lasciare la parola a chi abortisce perché altrimenti non può far carriera, perché ha già troppi figli, perché crescere dei figli è troppo faticoso? Purtroppo sono questi i casi di aborto volontario, molto spesso. E dunque sovrapporre casi così diversi non fa un buon servizio a un problema drammatico che purtroppo viene affrontato in modo ideologico da una parte e dall’altra.



© RIPRODUZIONE RISERVATA