Ramadan, cos’è/ Oggi inizia mese di preghiera e digiuno per i musulmani

- Paolo Vites

Da oggi fino al 4 giugno tutti i musulmani del mondo celebrano il Ramadan, mese sacro di digiuno e preghiera

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Anche quest’anno è arrivato il Ramadan, il mese sacro per tutti i musulmani del mondo, oltre un miliardo. Come si sa, ogni fedele deve osservare il digiuno totale nelle ore del giorno, digiuno che termina con il calare del sole. Secondo la Corte suprema saudita, il paese che rappresenta la sacralità dell’Islam in quanto contiene la tomba del Profeta, “oggi, 6 maggio, è il primo giorno di Ramadan dell’anno 1440”. L’inizio è invece rimandato di qualche giorno in India, Pakistan e Iran, paese islamico sciita. Il Ramadan ricorda il periodo storico in cui Dio ha rivelato il Corano a Maometto e si concluderà il 4 giugno con la festa di Eid al-Fitr, celebrazioni e banchetti che dureranno sino alla sera del girono successivo. Spesso gli estremisti islamici hanno colpito proprio in questo periodo per i loro attentati, approfittando delle ore serali quando le famiglie si radunano a mangiare nei locali all’aperto. Il Ramadan fa parte dei cinque momenti obbligatori per ogni musulmano: il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita, la preghiera quotidiana, la testimonianza di fede e l’elemosina.

LE INIZIATIVE CON I CRISTIANI

Ogni persona che ha superato la pubertà ed è sana di mente e corpo deve seguire il precetto. Sono esentati dal digiuno quanti hanno problemi psicologici, i bambini sotto l’età della pubertà, gli anziani, i malati, i viaggiatori e le donne incinte, che allattano, o appena entrate nel ciclo mestruale. Anche l’orario di lavoro viene ridotto con il Ramadan. Come segnala l’Agenzia di stampa AsiaNews, ha colpito quanto scritto dal quotidiano saudita Arab News: “musulmani e cristiani promuovono gesti di carità, fra i quali banchetti [per i più poveri] all’esterno delle moschee”. In Libano, paese dove i cristiani sono il 40% della popolazione, molte ong promuovono iniziative comuni di carità, ad esempio la distribuzione di cibo fuori delle moschee e delle chiese. Un altro segno positivo è il ritorno di tanti mercati aperti in Siria dove molte persone si sono recate a fare scorta di cibo, segno di una ritrovata tranquillità almeno in certe zone dopo tanti anni di guerra. Anche in Iraq dopo anni di coprifuoco serale si torna a consumare nei locali alla sera.



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