Sciopero sesso contro legge aborto/ Alyssa Milano e il ‘ghetto’ dei miliardari

- Paolo Vites

L’attrice Alyssa Milano lancia lo sciopero del sesso contro la legge sull’aborto dello stato della Georgia; il “ghetto della solitudine” per i miliardari in protesta

alyssa milano
Alyssa Milano

Verrebbe da dire: echissene frega? In realtà il pensiero vero è: quanto peso ha Hollywood sulla politica americana? Moltissimo. E come si giudica questo peso capace di influenzare le libere scelte politiche? Dai soldi ovviamente che nella mecca del cinema mondiale girano a pacchi e come si sa sono i soldi che danno il potere . Gli attori del mondo del cinema americano si sono dimostrati più volte opinion maker, influencer di successo. Molti di loro sono attivi in miriadi di attività benefiche, ma se per una Angelina Jolie che si occupa dei bambini vittime delle guerre nel mondo, abbiamo una Alyssa Milano che dichiara lo sciopero del sesso contro la nuova legge appena approvata dallo stato della Georgia che limita l’aborto dopo la sesta settimana, quando diventa identificabile il battito del cuore del feto. Cioè, vieta di abortire esseri umani già del tutto formati, quando lo stato di New York ha invece approvato il diritto di abortire fino al nono mese, uccidere un essere umano completamente formato e pronto a nascere. Poco conosciuta se non fosse per la sua partecipazione alla serie televisiva Streghe, che ha avuto un certo successo anche in Italia, l’attrice ha dichiarato guerra allo stato della Georgia proclamando lo sciopero del sesso. Cioè non avrà più rapporti sessuali fino a quando la legge sull’aborto della Georgia non verrà abolito. E invita a fare altrettanto le altre donne d’America. Saranno felici i mariti. “I nostri diritti riproduttivi sono stati cancellati. Finché le donne non avranno il controllo sui loro corpi non possiamo rischiare la gravidanza. Unitevi a me e non fate sesso finché non riavremo l’autonomia del corpo”, ha detto l’attrice. A parte che per evitare la gravidanza, purtroppo, sono stati invitati nel corso degli anni dozzine di metodi, quello che fuoriesce da questo “sciopero” è una immagine individualista agli estremi della persona, in questo caso la donna, che riecheggia l’antico slogan “il corpo è mio e ne faccio quello che voglio” e soprattutto rinchiude in un ghetto di solitudine proprio la donna. La proposta dell’attrice ha ottenuto in poche ore circa 35mila like ed è stata ritrattata 12mila volte.

SEXSTRIKE

Si chiama #sextrike il nuovo hashtag che invita alla rivolta, ma anche chi è contrario alla legge della Georgia non ha apprezzato particolarmente l’idea: “”Apprezzo l’intento, ma #sexstrike è una idea sessista” si legge in un commento al tweet di Milano, e ancora: “L’autonegazione e l’astinenza per una qualche vittoria è l’antitesi di un mondo sessualmente emancipato”. Alyssa Milano ha fatto bingo: nella sua esasperata idea di libertà della donna, le sta automaticamente riportando al tanto criticato Medio evo, facendo loro indossare una sorta di cilicio virtuale. E’ il corto circuito del liberalismo ossessionato americano, che ormai ha perso ogni significato. Ma Hollywood, ormai più forte del Partito democratico, attacca su tutti i fronti: minacciano di boicottare lo stato e sospendere ogni film, un settore da 100mila posti di lavoro e quasi tre miliardi di dollari di ricavo: 50 attori di Hollywood, tra cui Milano, Amy Schumer, Christina Applegate, Alec Baldwin e Sean Penn, hanno annunciato che non lavoreranno più in quello Stato. Idem tre società indipendenti, mentre le major cinematografiche per ora restano alla finestra. Sciopero di miliardari, che bella l’America del XXI secolo.



© RIPRODUZIONE RISERVATA