Sri Lanka, 15 cadaveri in covo di jihadisti: anche 6 bimbi/ Scontro con la polizia

- Davide Giancristofaro Alberti

In Sri Lanka sono stati scoperti 15 cadaveri in un covo di islamisti fra cui 6 bimbi

Attentati in Sri Lanka
Attentati in Sri Lanka (LaPresse, 2019)

15 persone sono morte a seguito di uno scontro a fuoco avvenuto sulla costa orientale dello Sri Lanka. Come scrive l’edizione online di Repubblica, citando un portavoce militare, le forze dell’ordine si sono scontrate con alcuni militanti dell’Isis: il risultato è stato di 15 vittime fra cui sei bambini. Lo scontro a fuoco si sarebbe verificato di preciso venerdì sera, in quel di Sainthamaruthu ad Ampara, a sud della città di Batticaloa, dove la scorsa domenica di Pasqua si erano verificati numerosi morti a seguito di una violenta esplosione. Precedentemente la polizia aveva fatto sapere di aver ucciso quattro uomini armati, forse dei jihadisti, più un civile, ma evidentemente il bilancio era ben più grave: «Abbiamo perquisito il luogo – ha detto un poliziotto – e trovato 15 corpi di cui 12 all’interno della casa e tre all’esterno». Oltre a sei bambini, sono morte anche tre donne, ma non è dato sapere se fossero militanti dello stato islamico o meno. Stando a quanto sostenuto dalle forze dell’ordine, durante lo scontro a fuoco alcuni attentatori suicidi si sarebbero fatti saltare in aria, mentre vi sarebbero almeno una donna e un bambino che sono stati ricoverati in ospedale perché feriti gravemente.

SRI LANKA, 15 CADAVERI IN COVO DI JIHADISTI

Subito dopo la violenta guerriglia, le forze dell’ordine hanno perquisito il covo dei terroristi islamici, rinvenendo circa 100mila cuscinetti a sfera, “pallini” che di solito vengono inseriti negli ordigni artigianali, uno stratagemma per amplificare ulteriormente il danno provocato dall’esplosione. Operazioni delle forze dell’ordine anche nella capitale Colombo, altro teatro di forti esplosioni a Pasqua, dove tre uomini sono stati arrestati perché trovati in possesso di un chilogrammo di esplosivo nei pressi della stazione ferroviaria. Rimane quindi alta la tensione in Sri Lanka e di conseguenza si è preferito tenete chiuse le chiese nella capitale: cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha fatto sapere che le messe domenicali saranno sospese fino a nuovo ordine.



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