STRAGE COLUMBINE/ La sopravvissuta oggi suora: “Ecco come Dio mi ha salvato la vita”

- Paolo Vites

La storia di una sopravvissuta alla strage del liceo Columbine, oggi suora: “ecco come Dio mi ha salvato la vita”

Polizia Usa
Polizia Usa (LaPresse)
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Lo scorso 20 aprile si è ricordato il ventesimo anniversario della strage al liceo di Columbine a Denver negli Stati Uniti, il primo della lunga serie di stragi che si verificano puntualmente nelle scuole americane. Morirono in 13 tra studenti e insegnanti. Autori due studenti della scuola stessa di 17 e 18 che poi si tolsero la vita. Tra gli studenti quel giorno c’era anche Mary Gianna Thornby, una ragazza come tante, cresciuta in una famiglia non credente e non credente lei stessa. Oggi è una suora. Ai tempi della scuola, ha raccontato al sito CNA, aveva  l’abitudine di andare a studiare in biblioteca durante l’intervallo del pranzo. Ma quella mattina del 20 aprile non si sentiva bene. Stava facendo lezione di arte e senza capire il perché sentiva il bisogno impellente di andare via da scuola e tornarsene a casa. La sua amica non capiva il perché, suggerì di andare a studiare in biblioteca, ma Mary Gianna disse di andare a studiare in un ristorante, così presero la macchina e si allontanano da scuola. In quel momento si accorse guardando lo specchietto retrovisore che centinaia di ragazzi stavano fuggendo di corsa dall’edificio scolastico. Proseguirono e andarono a sedersi in una pasticceria: fu lì che seppero del massacro in corso. In seguito, venne a sapere che la maggior parte degli studenti uccisi erano stati ammazzati in biblioteca, dove lei e la sua amica stavano per andare.

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DIO MI HA PORTATO VIA DAL MASSACRO

Cosa mi ha fatto venir voglia di andarmene quella mattina? Ogni giorno ero in biblioteca, come mai quella mattina non ci sono andata, cominciò a chiedersi. “Mi sono resa conto che Dio esisteva e aveva un piano, ma a quel tempo non sapevo chi fosse Dio. E in quel momento, le persone si stavano chiedendo come Dio potesse permettere che succedesse qualcosa del genere” ha detto. Per lunghi mesi è stata devastata da quanto successo, fino a cominciare a bere e ubriacarsi. Poi capì di aver toccato il fondo. “Fu in quei momenti, quando sentii che semplicemente non potevo continuare con la mia vita, che uno dei miei amici mi invitò alla Chiesa cattolica di St. Francis Cabrini a Littleton, in Colorado”, dice. In seguito conobbe uno studente della Franciscan University dell’Ohio che la invitò a iscriversi a quel college, conoscendo poco dopo una catechista che, dice, le parlava di Dio in modo appassionato. “Non solo Dio mi ha portato fuori dalla Columbine quel giorno, ma adesso mi stava portando a casa. E volevo dire “sì” con tutto il mio cuore al piano di Dio. Mi sono resa conto che avevo un piano e volevo dire “sì” a quel piano “, ha detto Mary Gianna. All’università riceve la Cresima, fino a quando, nel 2008, decide di consacrarsi scegliendo l’ordine francescano contemplativo e missionario delle suore. Oggi dice che “Penso spesso alla grande tragedia della morte di Gesù sulla croce, e come ha portato alla nostra salvezza, e che anche nel mezzo della tragedia di Columbine, Dio può portare il bene. Che avrebbe preso la vita dalla morte. E penso che l’abbiamo visto in molti modi”.

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