Eurogruppo vs Italia: “giusta procedura d’infrazione”/ Tria a Moscovici “no minibot”

- Niccolò Magnani

Eurogruppo con la Commissione Ue “giusta la procedura d’infrazione all’Italia”: Moscovici “pronti al dialogo, ma servono fatti”. Tria “minibot idea sbagliata”

Tria all'Eurogruppo
Eurogruppo: Moscovici, Tria e Centeno (LaPresse, 2019)

Una riunione infuocata quella andata in scena all’Eurogruppo – la riunione informale che precede il Consiglio dei Ministri delle Finanze dell’Eurozona (l’Ecofin) – dove il Ministro Tria ha provato a prenotare le prime misure che il Governo italiano sembra intenzionato a proporre a Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione per i conti pubblici e il deficit. «L’Eurogruppo ha ascoltato le proposte della Commissione Ue sull’Italia e sostiene la richiesta di prendere le misure necessarie per rispettare le regole di bilancio», è la sentenza del Presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno che pur rispettando la posizione proposta da Tria si schiera completamente con la Commissione Ue «L’Italia è invitata a prendere le necessarie misure per rispettare il Patto di Stabilita». Insomma, i governi nazionali anticipando la decisione che potrebbe poi essere del Consiglio Europeo a luglio, bocciano i conti italiani e se non dovesse cambiare qualcosa nelle prossime settimane la sanzione contro il nostro Paese potrebbe davvero scattare. «Ringrazio Centeno per il chiaro sostengo che ha dato all’analisi della Commissione. Continueremo questa nostra analisi che potrà portare all’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia, ma resto in ascolto dei nuovi elementi che Roma potrà presentare», commenta Moscovici, Commissario Europeo agli Affari Economici.

L’IMPEGNO DI TRIA ALL’EUROGRUPPO

A dispetto di Juncker e Dombrovskis che si sono sempre mostrati praticamente senza un minimo di “concessione” all’Italia, anche sul fronte dei toni usati nelle dichiarazioni, il commissario francese apre le porte della negoziazione e afferma ancora dall’Eurogruppo in Lussemburgo «Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare. In questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020». Intanto Tria ai colleghi dell’Eurogruppo ha spiegato che non vi saranno nuovi “documenti” oltre alla Lettera Ue che sta preparando con il Premier Conte ma «dimostreremo che il deficit dell’Italia cala». Non solo, sempre il titolare del Mef «anticiperò i nostri programmi per questo e l’anno prossimo, l’unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo. L’azione concreta chiesta dalla Commissione Ue è far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento previsto del deficit di 0,2 punti in meno. Dovremo dargli le cifre, da dove vengono», conclude Tria che a margine della riunione ammette che l’idea dei minibot avanzata dalla Lega è profondamente sbagliata e non serve per sistemare i conti italiani. Prime reazioni del Governo sono quelle di Salvini che Roma attacca «L’Unione europea per l’Italia è un porto a pagamento. Paghiamo ogni anno 6 miliardi di euro, per sentire poi lezioni da un organismo che paghiamo profumatamente. Tutto questo suona strano, come è strano imporci vincoli e regole che negli ultimi 15 anni hanno dimostrato il loro fallimento: la medicina è sbagliata e bisogna cambiare».



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