Eutanasia, anziana uccisa contro il suo volere/ Olanda choc, il medico in tribunale

- Paolo Vites

Anziana olandese uccisa senza che avesse detto chiaramente che voleva l’eutanasia

Trasfusione e iniezioni
Foto Pixabay

Un brutale omicidio, così si è risolto un caso di eutanasia, legale in Olanda da molti anni. Così lo ha giudicato anche la procura olandese che sta indagando sul fatto. Una donna di 74 anni malata di Alzheimer è stata sedata con un farmaco che le hanno messo nel caffè, poi è iniziata la procedura di morte con la somministrazione di un farmaco letale. Ma la donna di morire non ne voleva sapere: si è svegliata e ha opposto resistenza. La cosa scioccante è stata che la figlia e il marito hanno bloccato le braccia della donna e l’hanno trattenuta con la forza fino a quando il farmaco non ha fatto effetto ed è morta. Sono i mille inganni dell’eutanasia legale. Esisteva sì una dichiarazione di diversi anni precedente quando la donna seppe di essere malata di Alzheimer (non si può applicare l’eutanasia senza il consenso della persona, anche se in Olanda oggi per i minori basta il consenso dei genitori) che però la procura olandese dice essere “poco chiara e contraddittoria”: “Voglio un addio umano per i miei cari”, ha scritto la donna, aggiungendo di volere che l’eutanasia avesse luogo “quando io stessa riterrò che sia giunto il momento”. Riteniamo che la dottoressa non abbia agito con la cautela sufficiente, e che quindi abbia superato un limite. Allo stesso tempo, diciamo anche che questo limite non è molto chiaro”, ha detto la portavoce della Procura, Marilyn Fikenscher.

TUTTI I LIMITI DELL’EUTANASIA LEGALE

Il che significa che le stesse autorità olandesi non sanno come interpretare la legge sull’eutanasia. “Una questione fondamentale in questo caso è stabilire per quanto tempo un medico debba continuare a consultare un paziente affetto da demenza se ha chiesto l’eutanasia in una fase precoce [della malattia]”, ha dichiarato alla BBC la portavoce della Procura Sanna van der Harg, aggiungendo che si sarebbe dovuta verificare “una discussione più intensa con la paziente demente” prima di prendere la decisione di porre fine alla sua vita. La dottoressa si difende dicendo che la donna era “in stato di demenza profonda”, non in grado cioè di dire se voleva morire o no. Anche se il medico è stato portato in tribunale, l’accusa afferma di non cercare una condanna al carcere. La questione riguarda cosa fare con i pazienti affetti da demenza che hanno manifestato in precedenza la volontà di morire in determinate circostanze ma poi magari esprimono dei dubbi, spiega la Associated Press (AP). La dottoressa è stata accusata di non aver compiuto sforzi sufficienti per chiarire se la paziente voleva ancora morire. La cosa drammatica, oltre alla brutalità con cui è stata uccisa la donna, è che non si tratta di un caso limite. Già in passato sono emersi numerosi casi di pazienti uccisi senza che fosse chiara la loro volontà di morire.



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