“Eutanasia è un crimine”/ Don Roberto Colombo: “É peccato grave”

- Carmine Massimo Balsamo

Don Roberto Colombo è netto: “Nessuna azione od omissione che provochi intenzionalmente la morte anticipata è moralmente accettabile”.

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Immagini di repertorio (Pixabay)

La lettera “Samaritanus Bonus” ribadisce il no della Chiesa all’eutanasia, al suicidio assistito e all’aborto, una posizione nettissima da parte della Congregazione della Fede. Approvato dal Papa, il test è stato definito di «alto profilo» da don Roberto Colombo, docente dell’Università Cattolica. Il membro della Pontificia Accademia per la vita ha messo in risalto ai microfoni di Radio Vaticana Italia che la Lettera riafferma con forza l’insegnamento di sempre della Chiesa: «Nessuna azione od omissione che provochi intenzionalmente la morte anticipata di un malato o di un disabile grave, neppure su sua richiesta, è moralmente accettabile, in quanto si tratta di un atto intrinsecamente malvagio in qualsiasi occasione e circostanza». Don Roberto Colombo ha poi evidenziato che «non esistono malati che sono incurabili», ribadendo che è un dovere prendersi cura di tutti gli inguaribili fino all’ultimo istante della loro vita.

DON ROBERTO COLOMBO: “EUTANASIA É UN CRIMINE”

«La vita umana ha sempre valore, è sempre un bene», ha aggiunto don Roberto Colombo ai microfoni di Radio Vaticana Italia, sottolineando che «togliere la vita è una scelta sempre sbagliata». Il professore dell’Università Cattolica ha spigato che idratazione e alimentazione non possono essere interrotte in quanto rappresentano una forma di cura, mentre le terapie futili devono venire interrotte per non configurare un accanimento terapeutico. Tra le cure rientra anche la sedazione del paziente, mentre «la sedazione profonda indotta allo scopo di poter praticare l’eutanasia o il suicidio assistito è sempre inaccettabile perché fa parte di un protocollo clinico che causa direttamente e intenzionalmente la morte». Il giudizio di don Roberto Colombo sulle leggi che approvano eutanasia e suicidio assistono è netto: queste sono ingiuste, non creano obblighi per la coscienza del medico e «”sollevano un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza”, che nessun ordinamento democratico può escludere perché è un diritto inalienabile del cittadino»

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