EUTANASIA/ Le religioni monoteiste contro il fine vita

- Paolo Vites

I rappresentanti delle religioni monoteistiche in un documento per il no all’eutanasia

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Ospedale (Pixabay)

Una dichiarazione congiunta proposta dal Rabbino israeliano Avraham Sternberg è stata presentata a papa Francesco e da questi sottoposta al giudizio della Pontificia Accademia per la vita. Si tratta di un rarissimo documento che vede insieme i rappresentanti delle religioni monoteiste, e cioè ebrei, islamici e cristiani sul tema del fine-vita. La dichiarazione si esprime con un no preciso a tutto quanto riguarda eutanasia, suicidio assistito e accanimento terapeutico e sì invece alle cure palliative per i pazienti per i malati terminali e al rispetto della volontà di un paziente ammalato che vuole prolungare la propria vita anche se per un breve periodo di tempo. Un tema oggi più che mai sentito, alla luce delle approvazioni e del tentativo di spingere ad esse da parte di molti governi di tutto il mondo. Generalmente, gli esponenti politici si esprimono in modo trasversale, cioè da sinistra a destra, a favore dell’approvazione di una legge sul fine vita che riconosca l’eutanasia. La stesura del documento è stata realizzata da un gruppo congiunto interreligioso, formato da ebrei, musulmani, ortodossi e cattolici, e coordinato dalla Pontificia Accademia per la Vita.

NO SENZA ECCEZIONI

Al proposito ecco alcuni estratti dal documento: “L’assistenza a chi sta per morire, quando non è più possibile alcun trattamento, rappresenta da un lato un modo di aver cura del dono divino della vita e dall’altro è segno della responsabilità umana e etica nei confronti della persona sofferente e in fin di vita (…) Tale approccio richiede compassione, empatia e professionalità da parte di ogni persona coinvolta nell’assistenza a un paziente che sta per morire, particolarmente di quanti hanno la responsabilità del benessere psico-sociologico ed emotivo del paziente (…) Le questioni attinenti alla durata ed il significato della vita umana non dovrebbero essere dominio del personale sanitario, la cui responsabilità consiste nel fornire le cure migliori e la massima assistenza al malato. Pertanto le religioni abramitiche si oppongono ad ogni forma di eutanasia – che è un atto diretto deliberato e intenzionale di prendere la vita – cosi come al suicidio medicalmente assistito che è un diretto, deliberato ed intenzionale supporto al suicidarsi – in quanto sono atti completamente in contraddizione con il valore della vita umana e perciò di conseguenza sono azioni sbagliate dal punto di vista sia morale sia religioso e dovrebbero essere vietate senza eccezioni”.



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