Eva Riccobono/ La top model dalle passerelle al teatro (Le parole della settimana)

Eva Riccobono a “Le parole della settimana”: la super topmodel palermitana è oramai passata stabilmente dalle passerelle al teatro, dove è protagonista con la pièce “Coltelli nelle galline”

Eva Riccobono
Eva Riccobono (Instagram, 2019)

La supermodella, e da un po’ di tempo anche attrice, Eva Riccobono sarà ospite di Massimo Gramellini questa sera nella seconda puntata stagionale di “Le parole della settimana” su Rai 3: la 36enne palermitana, ma di origini tedesche per via della madre, cimentatasi non solo nel mondo del modelling ma pure con la conduzione di programmi televisivi è stata protagonista questa estate non solo per via delle vacanze con la sua famiglia facendo tappa in Toscana prima e poi a Formentera ma anche grazie ad alcuni scatti decisamente osé realizzati da Matteo Ceccarini, il suo oramai storico compagno e da cui ha avuto il piccolo Leo, di 5 anni. La Riccobono infatti, negli ultimi scampoli d’estate, ha postato sul proprio profilo Instagram una foto senza veli e di spalle, facendo una sorta di parallelismo tra la fine delle vacanze e il ritorno a una civiltà che lei, da “selvaggia”, sente poco adatta a sé: “La cosa che per me è più difficile è il ritorno alla civiltà: vestiti, scarpe, città e rumori non mi piacciono, dato che io mi sono sempre sentita un animale selvaggio” ha scritto la supermodella, rievocando come sin da piccola abbia avuto questa indole particolare, tanto da aver odiato indossare le scarpe quando era una bambina.

EVA RICCOBONO RECITA IN “COLTELLI NELLE GALLINE”

Intanto, a far notizia di Eva Riccobono negli ultimi giorni è il suo approdo sul palcoscenico teatrale per una metamorfosi professionale che, negli ultimi anni, gradualmente l’ha portata ad abbandonare le passerelle per il piccolo schermo e poi per la recitazione in generale. Infatti, l’attrice (che ha avuto i primi contatti col palcoscenico nel 2017 dopo aver recitato già in alcuni film) è protagonista di una pièce teatrale intitolata “Coltelli nelle galline” di David Harrower che ha aperto la nuova stagione del Teatro Franco Parenti a Milano. A metà tra favola e tragedia, lo spettacolo è incentrato sul rapporto tra una donna sottomessa e l’uomo e porta il personaggio interpretato dalla Riccobono, la cosiddetta Giovane Donna, a una sorta di lento ma graduale risveglio e poi alla ricerca di una emancipazione dal marito-padrone per una riscoperta della femminilità che sottintende per la donna pure la possibilità e il diritto di tradire. “La Giovane Donna un nome ce l’ha e lo scrive su un foglio: è il suo primo passo nella costruzione dell’Io” ha detto a tal proposito la top model siciliana, spiegando di aver apprezzato soprattutto la tenacia e la volontà di scoprire il mondo da parte del suo personaggio dato che le ricorda lei a 19 anni quando ha lasciato Palermo per “andare per il mondo”.

“IL TEATRO E’ COME LA PASSERELLA: PERO’ CI VUOLE TECNICA…”

E proprio del suo rapporto col teatro e del mettersi in gioco in un mondo che ancora poco conosce ha parlato di recente Eva Riccobono, combattendo anche alcuni stereotipi e facili ironie su una donna che passa dalle… passerelle al prestigioso palcoscenico teatrale. “Sperimento ciò che mi spaventa per andare oltre le mie paure: è una ricerca su me stessa” ha confessato la diretta interessata, pur ammettendo di aver paura di non farcela perché recitare impone forza e concentrazione e lei non pensava di averle per l’ora e quaranta di durata dello spettacolo senza poter fuggire. Parlando della pièce “Coltelli nelle galline”, la Riccobono ha però rivelato di aver sempre voluto cimentarsi col teatro e che il suo primo spettacolo lo vide proprio al Franco Parenti di Milano e spiegando poi a suo dire quali sono le differenze tra palcoscenico e passerelle. “A teatro ci vuole però anche la tecnica che però è diversa rispetto al cinema: negli anni ho pure ricevuto diverse proposte ma volevano solo usare il mio nome e allora rifiutavo” ha continuato, mentre nel caso del copione di Harrowev ha detto sì perché ama i personaggi estremi come la Giovane Donna, “ignorante ai limiti del ritardo”, e che per impersonarla ha dovuto lavorare sulla destrutturazione del proprio corpo.

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