Evade da galera e uccide 20enne/ Video “seguita per 4 km, volevo ammazzare qualcuno”

- Emanuela Longo

Choc in Turchia: evade da galera e uccide ballerina 20enne, la confessione “volevo ammazzare qualcuno, se avessi avuto una pistola…”

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Evade da galera e uccide 20enne

Follia in Turchia dove un uomo, Ozgur Arduc, ha ucciso una giovane ballerina di appena 20 anni, Ceren Ozdemir, accoltellandola mentre rientrava nella sua abitazione. Il fatto, riportato dall’agenzia di stampa Ansa, è avvenuto nei giorni scorsi. Il killer reo confesso era appena uscito dal carcere con un permesso ma si era prontamente dato alla fuga diventando così un latitante. Proprio durante la sua fuga si è macchiato dell’immane crimine: dopo essersi imbattuto nella giovane studentessa all’accademia di musica e belle arti nonché ballerina classica, l’ha accoltellata senza pietà. Al momento del suo arresto è stato trovato ancora in possesso dell’arma del delitto. Intercettato dalla polizia ha persino tentato di opporre resistenza ferendo in maniera non grave due agenti. Poi, è stato il tempo della confessione choc che ha scosso l’intero Paese: “Volevo uccidere qualcuno. L’ho seguita per quattro chilometri. Se avessi trovato una pistola, avrei ucciso molte più persone”.

EVADE DA GALERA E UCCIDE 20ENNE: LA CONFESSIONE CHOC

L’omicidio della giovane ballerina 20enne ha fortemente scosso l’intera popolazione turca non solo per la violenza e la confessione choc resa dal killer ma soprattutto per i continui femminicidi che si registrano nel Paese. Stando ai dati inquietanti diffusi dalla piattaforma “Fermeremo i femminicidi”, le donne assassinate dall’inizio dell’anno sarebbero almeno 390, un numero in costante aumento rispetto agli anni passati. Un’altra giovane donna, Sule Cet, era morta nel maggio 2018 dopo essere precipitata dal ventesimo piano di un palazzo di Ankara, dopo essere stata vittima di una violenza. E proprio nei giorni precedenti all’ennesimo caso di femminicidio, un imprenditore a processo per la morte di Sule era stato condannato all’ergastolo. Gli attivisti in Turchia puntano il dito contro le autorità, accusate di non agire con il giusto impegno nei confronti di questi casi. Non è un caso se lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, la manifestazione sia stata dispersa dalla polizia turca con l’uso di gas lacrimogeni.



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