Evasione fiscale, stretta governo: confisca e carcere/ Misiani “Stiamo valutando”

Evasione fiscale, stretta governo: confisca e carcere. Il viceministro economia, Misiani: “Stiamo valutando”

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

Il governo sta pensando a misure drastiche per ridurre l’evasione fiscale, e l’ultima idea è quella della confisca dei beni, trattando quindi gli evasori come i mafiosi. Sulla vicenda si è espresso Antonio Misiani, viceministro all’economia, che intervistato dal programma Radio Anch’io su Radio Rai Uno, ha spiegato: “C’è una valutazione in corso. Il carcere per gli evasori è già previsto. C’è una proposta in discussione di inasprimento, per le fattispecie più gravi. Vedremo”. Obiettivo, recuperare i 7 miliardi di euro dall’evasione fiscale che avviene ogni anno in Italia, ed il viceministro è convinto che l’esecutivo giallorosso ce la possa fare: “Centreremo l’obiettivo. E’ un obiettivo giudicato ambizioso, ma sacrosanto in un Paese che detiene il record europeo di evasione fiscale”. A volere fortemente la stretta contro i grandi evasori, è in particolare l’ala Movimento 5 Stelle del governo, a cominciare appunto dalla confisca, ma anche dall’abbassamento delle soglie di punibilità, e dall’inasprimento delle pene.

EVASIONE FISCALE, STRETTA GOVERNO

Lunedì la bozza del decreto giungerà in Consiglio dei ministri, e l’ala Democratica del governo sembrerebbe essere allo studio su alcune misure alternative reputate più efficaci. Ciò che si capisce da queste prime settimane di nuovo governo, è che i politici in carica stanno preparando una dura battaglia all’evasione, convinti che risolvendo quel male, o debellandolo in parte, si possano introitare svariati denari nelle casse dello stesso. Va letto in tale ottica anche l’incentivo all’uso dei bancomat e delle carte di credito, con la possibilità di ricevere un bonus a fine anno in base alle spese effettuate non in contanti. Nella bozza circolante fino ad oggi è prevista anche una stretta su alcolici, auto con targhe estere, frodi sui carburanti, ma anche agenti “sotto copertura” per smascherare il gioco d’azzardo illegale. Nella prima stesura il governo conta di racimolare già 3.3 miliardi di euro, circa la metà dei 7.2 previsti, ma vi sono ancora numerose voci in bianco da compilare.



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