Ex boss a Mattarella “Fucilatemi”/ Salvatore Cappello “41 bis una tortura, ora basta”

- Silvana Palazzo

Ex boss Salvatore Cappello lancia un appello a Mattarella: “Fucilatemi”. In una lettera scrive: “41 bis una tortura, non voglio suicidarmi, eseguite la sentenza!”

salvatore cappello
Salvatore Cappello

Chiedo di essere fucilato, così la facciamo finita”. È l’appello choc inviato dall’ex boss Salvatore Cappello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Condannato all’ergastolo, da 23 sconta il regime di carcere duro del 41 bis. Attraverso l’associazione Yairaiha Onlus, che da anni lotta contro l’ergastolo ostativo, l’avvocato Giampiera Nocera ha diffuso la notizia inviata al Capo dello Stato. “Illustrissimo Presidente”, scrive Salvatore Cappello che poi chiede di essere fucilato “nel cortile dell’istituto, così la facciamo finita perché, dopo 24 anni, non voglio più morire tutti i giorni, voglio morire una sola volta”. Per l’ex boss la parola ergastolo nasconde in realtà una condanna a morte, motivo per il quale chiede l’esecuzione. “SONO MORTO già tante di quelle volte che non lo sopporto più”. Ma Salvatore Cappello ritiene che anche sua moglie e i suoi figli siano stati condannati a morte. “E non voglio che muoiano tutte le volte lo rinnovano con scuse banali e senza fondamento, per questo chiedo di morire”, aggiunge nella lettera.

EX BOSS CAPPELLO A MATTARELLA “FUCILATEMI”

Quella dell’ex boss Salvatore Cappello non è una resa, ma una richiesta precisa a Sergio Mattarella. “Non intendo impiccarmi o suicidarmi, perché l’ho visto fare tante di quelle volte che non voglio pensarci”, scrive nella lettera al Presidente della Repubblica. E gli chiede di “eseguire la sentenza” attraverso la fucilazione. “Voglio morire una sola volta perché non basta che tu stia scontando l’ergastolo, non basta che lo sconti pure con la tortura del 41 bis, c’è anche la cattiveria”. Nella missiva fa degli esempi: c’è chi viene condannato a 30 anni per estorsione e associazione mafiosa senza uccidere nessuno e non ha benefici, mentre chi violenta o uccide un bambino non ha restrizioni. “C’è chi ruba milioni di euro, quelli vanno a Rebibbia in attesa dei domiciliari!”. L’ex boss sa bene di essere un delinquente e lo scrive a chiare lettere a Mattarella, a cui spiega che chiede la fucilazione anche per i suoi figli, per non dar loro problemi, visto che vivono con la macchia di essere figli di un mafioso e il peso di una colpa non loro. “Sa cosa vuol dire ricevere un telex che dice che tua figlia è ricoverata in fin di vita, vedi se puoi telefonare? No al 41 bis non posso chiamare”. E quindi conclude: “Fucilatemi! P.S. Non restituite il corpo alla mia famiglia, sarebbero per loro altri problemi. Grazie”.

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