Ex moglie diventa escort: no a assegno di mantenimento/ “Nessuna disparità economica”

- Emanuela Longo

Coniugi divorziano ed ex moglie diventa escort: giudici le negano assegno di mantenimento non riscontrando alcuna disparità nelle condizioni di vita

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Il divorzio è scritto nel Dna (Foto: da Pixabay)

Dalla Francia arriva una storia emblematica raccontata da Le Monde e che riguarda il mancato assegno di mantenimento all’ex moglie. Il motivo? Secondo i giudici la donna, divenuta escort dopo la separazione, avrebbe nascosto il reddito proveniente da questa attività non trovando quindi una “disparità” nelle rispettive condizioni di vita degli ex coniugi. Dopo un matrimonio di quasi 30 anni, i due ex coniugi nel 2006 decidono di separarsi firmando un accordo che li libera da ogni dovere di fedeltà. Brigitte (nome di fantasia) decide così di intraprendere un’attività di escort. Tre anni dopo la separazione la donna cita il suo ex Serge al pagamento di un aiuto finanziario ma la Corte d’Appello di Versailles lo respinge nel 2010 ritenendo di aver “reso la sua libertà un modo umiliante per suo marito”, scagionando l’uomo dal pagamento di alcun contributo. Due anni dopo anche la Corte d’Appello di Rennes respinge la sua richiesta di sostegno ai loro due figli non giustificando “la realtà delle sue risorse” legate all’attività di escort. Nel 2016 arriva il divorzio per alterazione del rapporto coniugale e Brigitte chiede l’indennità compensativa che per il codice civile rappresenta la somma di denaro atta a compensare “la disparità che la rottura del matrimonio crea nelle rispettive condizioni di vita”. In caso di equità però, la legge prevede che il giudice possa rifiutarsi di concedere il beneficio.

EX MOGLIE DIVENTA ESCORT: NESSUN ASSEGNO DI MANTENIMENTO

L’ex moglie ha sostenuto di aver interrotto l’attività di escort nel 2009 e che vive in miseria grazie solo ad un assegno mensile di 1200 euro destinato ad adulti disabili, per via delle sue condizioni di salute non buone. All’età di 61 anni, inoltre, è per lei impossibile tornare al lavoro. Ma l’ex marito l’accusa di non aver smesso di fare la escort e che anzi nasconde un reddito proficuo, come confermato dalle prove raccolte da un detective privato stabilendo che i suoi guadagni andrebbero “da 500 a 800 euro” a Parigi e “350 euro” nelle province. L’uomo avrebbe accusato la donna di mentire anche sul suo reale stato di salute che lei descrive come “degradato” ma che in realtà le permetterebbe di compiere lunghi viaggi. Per questo nel 2017 la Corte d’Appello ha stabilito che la donna non ha diritto al beneficio compensativo per “mancanza di trasparenza nelle [sue] risorse reali”. La donna ha decido di presentare ricorso in Cassazione ritenendo che l’indagine compiuta dall’investigatore privato avrebbe causato una “violazione sproporzionata del suo diritto alla privacy”.

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