Ezio Bosso/ “Non posso più suonare? Sciacallaggio, lo avevo detto due anni fa. Ora..”

- Silvana Palazzo

Ezio Bosso e la malattia neurodegenerativa: “Non posso più suonare? Lo avevo detto due anni fa. Questo è sciacallaggio”. Lo sfogo sui social del direttore d’orchestra

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Ezio Bosso

Le dichiarazioni di ieri di Ezio Bosso hanno fatto così grande clamore che il musicista è intervenuto sulla sua pagina ufficiale di Facebook per fare una precisazione. «Chiariamoci bene: sono molto felice perché faccio il mio mestiere di direttore». Ha spiegato di aver detto che non fa più concerti da solo al pianoforte: «Perché lo farei peggio che mai e già prima ero scarso 🙂 cosa che avevo già annunciato 2 anni fa». Ma continua a fare musica, e dunque non si è ritirato. Poi Ezio Bosso si è lasciato andare a toni polemici, in quanto l’effetto domino che si è creato ha spazzato via quanto aveva dichiarato in conferenza stampa. «Purtroppo è stato dato inutile risalto in maniera sciacalla come sempre al pregiudizio su di me. E questo si che fa male». Lo addolora poi «quando si insiste col pianoforte perché non so dire di no, faccio molta fatica e non ho abbastanza qualità. Ma soprattutto perché non si vede la bellezza di altro, quello per cui lotto». Ma ad addolorare Ezio Bosso è anche il fatto che «per quanto combatta contro le strumentalizzazioni, si scade sempre in quel pietismo sensazionalistico e queste cose si che mi farebbero ritirare davvero…». (agg. di Silvana Palazzo)

EZIO BOSSO “CHE SOFFERENZA…”

L’incontro di Ezio Bosso con il pubblico dell’83a Fiera del Levante di Bari è stato un grande successo. Un bagno di folla ha accolto il musicista, che però ha rivelato di non poter più suonare a causa della sua malattia neurodegenerativa che lo ha colpito anni fa. «Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso», ha spiegato il musicista, come riportato da RaiNews. Ezio Bosso è stato ospite della campionaria barese in quanto è impegnato in questi giorni in un progetto orientato alla formazione del pubblico e alla valorizzazione del territorio. Dopo il grande successo registrato a Foggia e l’incontro a Bari, si sposterà a Lecce per quattro prove d’orchestra narrate aperte al pubblico. Giovedì è poi in programma un concerto gratuito. “Ezio Bosso dirige i solisti della Europe Philarmonic Orchestra dei giovani dell’Orchestra Filarmonica di Benevento”. (agg. di Silvana Palazzo)

EZIO BOSSO “NON POSSO PIÙ SUONARE”

Ezio Bosso non può più suonare. La sua malattia glielo impedisce. Il musicista lo ha rivelato al pubblico della Fiera del Levante di Bari. La malattia degenerativa di cui soffre dal 2011 non gli permette di fare più quello che sogna da sempre. «Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare», dice dal padiglione della Regione Puglia, dove è stato accolto dal governatore Michele Emiliano. «Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza». Il pianista, compositore e direttore d’orchestra si racconta col cuore in mano, con il suo cane Ragout al suo fianco. Ora dunque non gli resta che il ruolo di direttore d’orchestra da portare avanti, a cui aggrapparsi. «Quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere». Rispondendo alle domande del pubblico, dice anche che «la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza».

EZIO BOSSO, LA MALATTIA E LA MUSICA

Indimenticabile l’esibizione di Ezio Bosso al Festival di Sanremo del 2016. Aveva emozionato tutti raccontando la sua storia con la performance al piano, quando alla platea dell’Ariston e a milioni di telespettatori suonò “Following a bird”. Ora non può più suonare, ma la musica è parte di sé. «Il musicista non lo si diventa solo per talento», spiega dalla Fiera del Levante di Bari. «A un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina». Per Ezio Bosso la musica è «un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza». La sua vita è cambiata nel 2011, quando subisce un’operazione per una neoplasia, poi è affetto da una sindrome autoimmune, erroneamente identificata inizialmente come Sla. Nonostante le difficoltà continua a comporre, suonare e dirigere. Ora purtroppo può solo dirigere. Ma la sua vita resta dedicata alle note.

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