EZIO VENDRAME È MORTO/ Il “George Best italiano”: la volta che puntò la sua porta e..

- Mauro Mantegazza

Ezio Vendrame è morto: addio al George Best friulano, sconfitto da un tumore a 72 anni. Genio e sregolatezza, è un personaggio da ricordare.

Serie A
Ripresa Serie A - Foto LaPresse
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La morte di Ezio Vendrame significa per il mondo del calcio salutare un genio incompreso (e incompiuto) del pallone. Come sottolineato da La Repubblica, più del palmares o delle squadre in cui ha militato, a raccontare che tipo fosse il “George Best italiano” sono più che altro gli aneddoti. Uno molto curioso ha a che vedere con la sua esperienza con la maglia del Padova: in un incontro di fine stagione con la Cremonese, uno di quei match in cui un pareggio non viene disdegnato da ambo le parti e verso fine gara si comincia a fare una melina senza fine, Vendrame pensò bene di fare uno scherzetto dei suoi. Presa palla al limite dell’area avversaria, il calciatore iniziò a percorrere il campo a senso di marcia invertito rispetto al normale, puntando verso la sua porta anziché verso quella avversaria. Davanti agli occhi increduli dei compagni, Vendrame si fermò solo all’ultimo istante davanti al portiere: con buona pace del battito cardiaco dei suoi tifosi e dei suoi compagni di squadra. (agg. di Dario D’Angelo)

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EZIO VENDRAME È MORTO

Ezio Vendrame è morto oggi, all’età di 72 anni. Ex calciatore e poi allenatore, lottava da tempo con un tumore che alla fine ha avuto la meglio. Ezio Vendrame era noto come il George Best friulano e questo la dice lunga sulle qualità tecniche e sulla personalità di Vendrame. Nato a Casarsa della Delizia, a sei anni viene mandato in orfanotrofio, primo elemento di una vita che non è mai stata normale. Un genio del pallone, che però non ha mai davvero sfondato, idolo delle tifoserie delle squadre per le quali ha giocato e protagonista di numerosi episodi bizzarri che lui stesso ha raccontato in alcuni libri. Il titolo di uno di questi è illuminante: “Se mi mandi in tribuna godo”.

All’età di 13 anni approda all’Udinese, poi passa alla Spal, alla Torres e nel 1969 arriva al Siena e poi al Rovereto. Vendrame esordisce in serie A nell’estate 1971 con il Lanerossi Vicenza, dove gioca per tre stagioni. Dopo la parentesi Napoli, un solo anno quasi sempre in panchina, Ezio Vendrame approda al Padova in serie C. Nella stagione 1978-79 contribuisce alla promozione del Pordenone in serie C2, nel finale di carriera gioca anche per Audace SME e Juniors Casarsa.

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EZIO VENDRAME È MORTO: UNA VITA FUORI DAGLI SCHEMI

Tecnica sopraffina, talento però mai del tutto espresso. Ezio Vendrame ad esempio è ancora molto amato a Vicenza, eppure se si leggono le statistiche abbiamo 46 presenze con un solo gol dal 1971 al 1974 in campionato. Vendrame fu comunque acquistato dal Napoli, ma si scontrò duramente con un allenatore rigido come Luis Vinicio, tanto che la sua esperienza partenopea terminò con la miseria di tre presenze prima di passare al Padova, dove visse due buonissime stagioni, ma in Serie C: un livello che non sarebbe stato quello giusto per Vendrame.

Anche da allenatore questo uomo sempre e comunque “anti sistema” non riesce ad emergere: allenamenti solo con il pallone (“faceva cose con i piedi che noi non saremmo mai riusciti a fare nemmeno se avessimo ripetuto i suoi esercizi all’infinito”), non andò oltre la guida delle giovanili di Pordenone, Venezia e Sanvitese. Forse non è un caso che del calcio di oggi amasse Mario Balotelli: “È l’unico per cui tifo, è autentico in un mondo di “omini”, non si nasconde, sbaglia e ci mette la faccia. Ed è forte”.

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