Fabio Rovazzi/ “La gente è abituata a essere distratta da cag*te incredibili”

Reduce dalla nuova hit “Senza pensieri”, Fabio Rovazzi ha parlato del rapporto con i social network dei ragazzi della sua generazione.

Fabio Rovazzi e Karen Kokeshi
Fabio Rovazzi e Karen Kokeshi

Fabio Rovazzi a tutto tondo in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Rolling Stone. Il cantante, diventato popolare grazie a Youtube e lanciato dal tormentone estivo Andiamo a comandare, ha lanciato il suo nuovo singolo “Senza pensieri”: il videoclip è stato girato negli Stati Uniti d’America, nella piazzetta hollywoodiana di ‘Ritorno al Futuro’, parlando di un laboratorio segreto sopra alle nuvole in cui le persone subiscono una sorta di lobotomizzazione. Così, come recita anche il brano, viene tolto il pensiero ed è chiara «l’allusione al mondo di oggi, dove la gente è abituata a essere distratta da cagate incredibili e non si rende conto delle possibili azioni collettive per sistemare emergenze vere (rifiuti, riscaldamento globale…)». Fabio Rovazzi ha poi sottolineato che c’è un riferimento legato alla continua esposizione delle persone a contenuti giornalieri ad una velocità impressionante, che crea «seri problemi al cervello».

FABIO ROVAZZI E LA HIT “SENZA PENSIERI”

Classe 1994, Fabio Rovazzi ha poi affermato che ci sono aspetti bellissimi ed altri bruttissimi a proposito del rapporto tra la sua generazione ed i social network, uno «stato embrionale» poiché i giovani non avrebbero ancora quel senso di responsabilità che permette di distinguere cos’è giusto e cos’è sbagliato. Ed è severo il giudizio dell’artista sui giovani di oggi: «Possiamo dire che abbiamo di fronte una collettività di persone perse, vuote, senza responsabilità, e senza la conoscenza reale di quello che poi è il peso del contenuto che fai e manipoli». Senza dimenticare l’importanza che assumono le piattaforme al giorno d’oggi, con Rovazzi che cita il caso del video del terrorista in Nuova Zelanda finito su tutti i social network. E devono essere proprio le piattaforme «a creare un team che possa evitare certe cose». Al momento, però, non lo stanno facendo: «Lo trovo scorretto, sbagliato».



© RIPRODUZIONE RISERVATA