Fabrizio Barca/ “Lega e Pd hanno ministeri importanti, collaborino sulle imprese”

- Carmine Massimo Balsamo

Fabrizio Barca a Otto e mezzo: “Il governo ed i partiti devono prendere atto del disagio sociale. Sui vaccini anti-Covid…”

fabrizio barca
(Otto e mezzo)

Dal piano vaccini all’operato del governo, Fabrizio Barca a 360° a Otto e mezzo. L’economista, ex ministro per la coesione territoriale del governo Monti, ha esordito così: «Abbiamo fiducia nel governo, come la avevamo nel governo precedente. Sui vaccini vedo una forte continuità, positiva, rispetto al governo precedente, l’Italia non sta facendo male rispetto a Germania e Francia. Il governo ed i partiti devono prendere atto del disagio sociale, che non è destinato a ridursi: andiamo verso un settembre-ottobre pesante».

Passando al dossier economia, Fabrizio Barca ha messo in risalto: «Io credo che il blocco dei licenziamenti vada prorogato fino a quando non abbiamo una secca e pulita risistemazione degli ammortizzatori sociali: in questo momento le persone non hanno ancora ricevuto la cig Covid, questo crea delle tensioni. Credo che la risposta sia nel rassicurare le persone per una minore incertezza».

FABRIZIO BARCA: “LEGA E PD COLLABORINO SULLE IMPRESE”

Sempre sul governo, Fabrizio Barca ha lanciato un messaggio a Salvini e Letta: «La Lega e il Pd, che sono in ministeri fondamentali come Mise e Lavoro, hanno la possibilità di lavorare insieme per costruire un itinerario che consenta da adesso di cominciare a filtrare le imprese in difficoltà. Orlando e Giorgetti starebbero collaborando, io mi auguro che collaborino, considerando che sono al governo insieme». Poi Fabrizio Barca ha analizzato le disfunzioni sul piano vaccini: «Italia e Gran Bretagna hanno più o meno la stessa percentuale di cittadini che sono stati vaccinati con due dosi. L’Italia non è messa malissimo, l’Europa complessivamente si è mossa male, in ritardo. Si pagano gli errori del passato. E non abbiamo un grande hub tecnologico come gli Usa, che hanno messo in moto subito per accelerare la produzione e l’offerta. Ora l’Europa si è mossa, ma il progetto non sta ancora partendo: l’Europa è in ritardo sulle operazioni strategiche».



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