FABRIZIO CORONA CHOC/ “Cannibale, strappo punti e mi mangio il braccio. Sangue…”

- Silvana Palazzo

Fabrizio Corona, lettera choc a Massimo Giletti: video Non è l’Arena. “Sono pronto a morire. Come un cannibale, mi strappo i punti a morsi e mi mangio il braccio. Il sangue ovunque…”

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Fabrizio Corona, lettera a Massimo Giletti

Massimo Giletti ha letto a “Non è l’Arena” la lettera che gli ha scritto Fabrizio Corona dall’ospedale Niguarda di Milano. Quella che era stata anticipata era praticamente la parte finale. «Dite a Massimo che sto male, voglio che sappia», esordisce l’ex re dei paparazzi. Poi racconta di aver chiesto di poter andare in bagno a fumare, essendo controllato a vista da tre uomini della Polizia penitenziaria. «Mi siedo sul water e mi metto a fumare. Vedo sul mio braccio destro la ferita del giorno prima, due punti di sutura che mi sono fatto pugnalandomi con una penna bic». A quel punto è scattato qualcosa nel suo cervello: «Provo a scavare nella ferita. Sono da solo in un cesso schifoso, circondato da urla di povera gente disgraziata».

Così si è avvicinato alla ferita e ha tirato con la bocca i punti, rompendoli: «Schizza il sangue ovunque e continuo convinto che dentro ci siano i pezzi di vetro dell’ambulanza rotta. È notte e come un cannibale mordo tutto, pelle, fili di punti, carne e tatuaggi. Sono incontenibile, non ho più freno». Poi sono arrivati gli infermieri che si sono resi conto di quello che stava accadendo: «Vedono Fabrizio Corona sporco di sangue che si mangia il suo braccio», scrive lui.

Lui impassibile guarda il vuoto e si rende conto di una cosa: «Sono uno psicopatico in un ospedale psichiatrico». Da oltre nove giorni non mangia. Intanto si è rasato a zero: «Perché comincia la vera battaglia. Ho una rabbia incontenibile». (agg. di Silvana Palazzo)

FABRIZIO CORONA CHOC “SANGUE SPRUZZAVA E…”

Fabrizio Corona scrive a Massimo Giletti dal suo letto d’ospedale. L’ex re dei paparazzi, ricoverato nel reparto di Psichiatria all’ospedale Niguarda di Milano dopo il gesto lesionistico seguito alla decisione della Sorveglianza di farlo tornare in carcere, è disperato. “Massimo devi sapere che quando il giorno della revoca mi sono tagliato con una lama affilata il braccio sinistro maciullandomi, non ho provato dolore”, scrive l’ex agente fotografico nella missiva inviata alla trasmissione di La7. Fabrizio Corona racconta anche di non averne provato anche “quando, con un pugno, ho rotto il vetro infrangibile dell’ambulanza”. Non sentiva nulla: “Le braccia spruzzavano sangue. Io non avevo dolore né paura né mi interessava il rischio della morte”.

Quindi Fabrizio Corona ha ribadito le sue ragioni e di voler lottare per esse: “Sono pronto a morire, oggi, per i miei diritti. Nulla, Massimo lo deve sapere, era premeditato”. Ma questa non è la lettera integrale, è solo una parte di quella che verrà letta dal conduttore di Non è l’Arena.

FABRIZIO CORONA, LETTERA A MASSIMO GILETTI

Stasera Non è l’Arena di Massimo Giletti ha pubblicato un video che anticipa l’esclusiva che andrà tra poco in onda. L’aveva annunciata anche l’account social di Fabrizio Corona, poi è stato condiviso una parte del video in cui il conduttore legge la lettera che gli ha mandato l’ex re dei paparazzi. Dunque, il programma di La7 tornerà ad occuparsi dell’ex agente fotografico, che secondo il Tribunale di Sorveglianza di Milano deve tornare in carcere. Per questo ha sospeso il differimento della pena che era stato concesso nel dicembre 2019.

Fabrizio Corona doveva curarsi da alcuni problemi legati alla dipendenza dalla droga, ma le ripetute violazioni delle disposizioni hanno portato la Sorveglianza a prendere un’altra decisione. Fabrizio Corona quando l’ha scoperto ha dato in escandescenza. Non sono mancati momenti di tensione con la polizia, poi il ricovero e la decisione di cominciare lo sciopero della fame, che va avanti da oltre una settimana.



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