Fabrizio Corona torna ai domiciliari/ L’avvocato: “Carcere uno choc, voleva morire”

- Silvana Palazzo

Fabrizio Corona esce dal carcere e torna ai domiciliari, ma l’avvocato promette battaglia: “Commesso errore gravissimo, voleva morire”. Le prossime tappe: Cassazione e perizia psichiatrica

Fabrizio Corona
Fabrizio Corona (LaPresse)

Fabrizio Corona è tornato a casa, ai domiciliari, ma la sua battaglia non è finita. Lo chiarisce l’avvocato Ivano Chiesa, che lo difende ormai da anni. Per il legale l’ex re dei paparazzi è stato vittima di «un errore gravissimo, uno dei più grossolani che abbia mai visto nella mia carriera». Da sei anni l’ex agente fotografico rimpalla tra carcere, affidamento ai servizi sociali e affidamento terapeutico per scontare una pena ricalcolata più volte. Fino allo scorso marzo era ai domiciliari, poi il Tribunale di Sorveglianza di Milano l’ha rimandato in carcere, altri giudici recentemente l’hanno riportato ai domiciliari. «Tornare in carcere è stato uno choc, voleva morire», spiega l’avvocato Chiesa nell’intervista rilasciata a LaPresse. Peraltro, dopo la prima decisione della Sorveglianza, quella del ritorno in carcere, Fabrizio Corona ha commesso degli atti autolesionistici frequenti in chi soffre di disturbo bipolare di personalità.

Le prossime tappe sono il ricorso in Cassazione, «che deve decidere se annullare o meno la sospensione dei domiciliari». Se la Cassazione annulla, Fabrizio Corona resta ai domiciliarie conferma l’atto sospeso ritorna in carcere, ma c’è una terza possibilità. «La Cassazione dice al Tribunale di disporre la perizia psichiatrica che noi abbiamo più volte chiesto, ma che il Tribunale di Sorveglianza non ha eseguito».

FABRIZIO CORONA, PROSSIME TAPPE: CASSAZIONE E PERIZIA

Ci vorranno mesi però per la decisione della Cassazione secondo il legale di Fabrizio Corona. Nel frattempo, quest’ultimo prosegue le cure farmacologiche e psichiatriche. «Lui è una persona diversa da prima. Gli eccessi di prima non ci sono più», spiega l’avvocato Ivano Chiesa a LaPresse. D’altra parte, la sua patologia è cronica. «Oltre al problema psichiatrico, c’è una componente caratteriale molto forte che lo porta a sbattere i pugni se vede un’ingiustizia. Può però controllarsi. E lui riconosce che le cure hanno un effetto positivo». Ora Fabrizio Corona può tornare a lavorare, ma non può andare in tv e usare in prima persona i social. «No, assolutamente non può andare in tv perché c’è un provvedimento che gli inibisce di comparire in tv e di usare in prima persona i social».

Infatti, da settimane gli account social sono gestiti dal suo staff. Il fine pena, comunque, è previsto per marzo 2024. Dunque, altri tre anni di attesa per Fabrizio Corona. «Probabilmente troveremo il modo per continuare a combattere insieme tutte le ingiustizie del nostro sistema», ha concluso l’avvocato.

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