Fabrizio De André, come è morto/ La malattia e il rapimento con Dori Ghezzi

- Silvana Palazzo

Fabrizio De André, come è morto: stroncato dal tumore ai polmoni. La malattia e il rapimento: 40 anni fa il sequestro con Dori Ghezzi in Sardegna

Fabrizio De André
Fabrizio De André, foto da Twitter (2019)

Era l’11 gennaio 1999 quando Fabrizio De André se ne andò. Come è morto il cantautore genovese? È stato stroncato da un tumore ai polmoni. Aveva 58 anni ed era ricoverato all’Istituto dei Tumori di Milano da qualche tempo. Al suo capezzale c’erano la moglie Dori Ghezzi e la figlia Luvi. «Papà è morto serenamente. Gli eravamo accanto, gli stringevamo le mani», disse Cristiano De André. La famiglia riuscì a mantenere uno stretto riserbo sulla malattia di Fabrizio De André, ma da diverse settimane si era diffusa nel mondo della musica leggera la voce che il cantautore fosse gravemente malato. Lo stesso Fabrizio De André nell’autunno aveva pubblicamente annunciato che doveva essere curato, ma parlò di più di un’ernia del disco. La malattia invece fu scoperta alla fine dell’estate e la famiglia sperò che le cure potessero salvarlo, ma purtroppo non ci fu nulla da fare. Le sue condizioni purtroppo erano gravi. L’amico Paolo Villaggio non andò a trovarlo mai in ospedale: non se la sentì di vederlo in quelle condizioni.

FABRIZIO DE ANDRÉ, COME È MORTO E IL RAPIMENTO CON DORI GHEZZI

Il 27 agosto di quest’anno invece sono passati quarant’anni dal rapimento di Fabrizio De André e Dori Ghezzi. Il sequestro avvenne a Tempio Pausania, in Sardegna. Vissero per 117 giorni all’aperto, in una tenda, tra le montagne di Pattada, nella provincia di Sassari. Vennero liberai separatamente, il 20 e 21 dicembre, dopo il pagamento di un riscatto. Col passare dei giorni la coppia era stata trasferita in diversi nascondigli. «Le informazioni che ci davano erano che il padre di Fabrizio non volesse pagare il riscatto. Ci proponevano di liberare Fabrizio per pagare il mio riscatto o, viceversa, di liberare me affinché Fabrizio convincesse il padre a pagare la mia liberazione», raccontò Dori Ghezzi. I rapitori avevano chiesto 2 miliardi di lire al padre di Fabrizio De André. La famiglia cercò di ridimensionare la cifra richiesta, ma il tentativo fallì e ne seguì un lungo silenzio. I banditi poi nel novembre minacciarono di uccidere gli ostaggi se non avessero pagato 300 milioni come anticipo del riscatto. Alla fine ci fu il pagamento di 550 milioni di lire per la liberazione di Fabrizio De André e Dori Ghezzi.

Giorni dopo i carabinieri eseguirono i primi arresti. Alla fine il gruppo di rapitori risultò composto da sei persone originarie di Orune (Nuoro), tre di Pattada (Sassari) e un toscano. Ai primi dieci imputati accusati di sequestro di persona se ne aggiunsero altri due accusati di riciclaggio e truffa. Questo perché avevano trattenuto una parte del riscatto agendo come emissari della famiglia. Fabrizio De André e Dori Ghezzi, che perdonarono carcerieri e manovalanza, si costituirono parte civile contro i mandanti. Nel 1983 arrivarono le prime condanne, dai 9 ai 25 anni. Due anni dopo al coppia firmò la richiesta di grazie presentata dall’allevatore Salvatore Vargiu al presidente della Repubblica.

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