Fake news elezioni europee 2019/ Bufale più assurde: Ue contro vongole e piccoli orti

- Dario D'Angelo

Fake news ed elezioni europee: numeri da capogiro, impossibile pensare non orientino il voto. Ma Facebook e Google non collaborano con l’Ue, anzi…

facebook social 2018 pixabay
Facebook, immagine di repertorio

Un tempo sarebbe bastato informarsi bene sul come si vota per non sbagliare, ora invece l’insidia arriva da internet. Fake news e bufale tendono a diffondersi a ridosso delle elezioni, come nel caso delle europee di quest’anno. Alcune sull’Unione europea sono assurde. C’è ad esempio la bufala sui sacchetti per la frutta e la verdura: l’Ue ci impone il loro pagamento? In realtà la legge è italiana. E poi c’è la fake news sull’Unione europea contraria agli spaghetti alle vongole ma, come spiegato da David Puente su Open, in realtà è stata interpretata male una normativa europea che poneva una taglia minima consentita per la pesca delle vongole, e solo per salvaguardare la specie. Da anni circola poi la bufala sui piccoli orti fuorilegge, ma si trattava di una normativa che voleva introdurre alcune regole per coltivatori e produttori che fatturano oltre 2 milioni di euro l’anno con almeno 10 dipendenti stabili. (agg. di Silvana Palazzo)

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LA BUFALA SUI COMPENSI DEGLI EUROPARLAMENTARI

Nell’epoca della post-verità le fake news sono all’ordine del giorno, figurarsi con le elezioni. E proprio in occasione delle europee 2019 ne sono state rilanciate diverse che riguardano il Parlamento europeo. C’è ad esempio la bufala sui compensi dei parlamentari europei. Si dice che guadagnino più di quelli italiani. E allora David Puente su Open di Enrico Mentana spiega che la retribuzione mensile lorda è di 8.757,70 euro (a luglio 2018), circa 6.824,85 netti al mese. Ma alcuni Paesi impongono ai propri eletti di versare un’imposta, quindi il netto potrebbe essere anche minore. L’importo lordo dei parlamentari italiani invece supera i 10mila euro al mese, ma il netto tocca i 5mila euro mensili e circa 4.750 per chi svolge un’altra attività lavorativa. Ma si può arrivare a percepire un netto di 12mila euro mensili considerando i 3.500 al mese di diaria forfettaria e i 3.600 di rimborso per esercizio di mandato, a cui vanno aggiunto 1.200 euro circa all’anno per le spese telefoniche, 2.500 per l’acquisto di PC o tablet e altri benefit come mille euro l’anno per il trasporto in aeroporto e via dicendo. (agg. di Silvana Palazzo)

SU TWITTER TORNANO I PENNARELLI INDELEBILI

Il pericolo fake news per le elezioni europee 2019 arriva dalla Russia. Lo sostiene Gabriele Zanoni, Consulting Systems Engineer di FireEye. Parlando all’AdnKronos ha spiegato però che non c’è solo la Russia dietro le operazioni di disinformazione sotto elezioni. «L’anno scorso abbiamo visto attaccanti iraniani diffondere fake news per promuovere interessi politici del Paese». In Italia tra il 2017 e il 2018 sui social media sono state messe in atto «operazioni di informazione e disinformazione ad opera di individui, partiti politici e nazioni straniere». L’esperto di sicurezza informatica anche in occasione di queste elezioni prevede la produzione di fake news strategiche. In Italia ne stanno circolando già diverse. A prescindere dall’eventuale ironia che può celarsi dietro questi tweet e post, vi ricordiamo di informarvi bene su come si vota prima di esprimere il vostro voto. «ATTENZIONE!!!Per chi vota #lega e #M5S. Per evitare brogli elettorali VOTATE CON PENNARELLI INDELEBILI possibilmente a punta grossa», ha scritto qualcuno. Ma ricordate che si può solo votare con la matita copiativa che vi verrà fornita al seggio. (agg. di Silvana Palazzo)

FAKE NEWS ANCHE ALLE ELEZIONI EUROPEE 2019

Assisteremo anche in queste elezioni europee 2019 al fenomeno delle fake news. Un brutto costume che in Italia si sta diffondendo. Le fake news fanno ormai parte della nostra vita di tutti i giorni e hanno caratterizzato anche il percorso di avvicinamento alle elezioni Europee 2019. Ne sono la prova le 77 pagine Facebook che la nota piattaforma social si è vista costretta a chiudere a causa dei loro contenuti fasulli. Le pagine in questione potevano vantare in tutto circa 6 milioni di followers ed erano perlopiù riconducibili a partiti populisti e di estrema destra che le utilizzavano come megafono per la diffusione delle loro idee e spesso e volentieri incitare all’odio. Nel rapporto pubblicato dalla ong americana Avaaz da titolo “Le reti dell’inganno dell’estrema destra” è emerso che sarebbero oltre 500 i gruppi e le pagine sospette tra Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Polonia e Spagna che soltanto negli ultimi tre mesi, avrebbero generato oltre 67 milioni di interazioni tra commenti, like e condivisioni di fake news.

FAKE NEWS: L’ALLARME DELL’UE

La stessa Unione Europea, in occasione di queste elezioni europee 2019, è intervenuta sul pericolo delle fake news che discreditano le istituzioni comunitarie per bocca del portavoce capo della Commissione Europea Margaritis Schinas. Durante un briefing con la stampa a Bruxelles nel primo giorno di elezioni Europee in Gran Bretagna e Olanda, la Schinas ha dichiarato:”C’è un’ondata di disinformazione tossica, di informazione non corretta e di narrativa dell’odio che prende di mira l’Europa”. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, Schinas ha detto di non volere “condividere pubblicamente il lavoro che il nostro team dedicato è sempre impegnato a sviluppare”, ma evidenzia che l’intensità del flusso di disinformazione è “maggiore del solito”. La Schinas ha precisato:”Anche se non ci illudiamo che questo problema possa essere risolto da Bruxelles vi assicuro che stiamo facendo tutto il possibile, al meglio delle nostre possibilità”. La portavoce non ha nascosto che spesso e volentieri “ci troviamo soli ad affrontare questo problema. Servirebbe un’alleanza più ampia, con le piattaforme, che si stanno già impegnando, i governi, la società civile, i sindacati, i giornalisti, non solo noi”.

FAKE NEWS E POLITICA: NUMERI PAUROSI

Che qualcosa ai livelli più alti debba muoversi, e in fretta, contro la diffusione di fake news sui social che contribuiscono alla disinformazione dei popoli europei e mondiali è un dato di fatto, ma lo è pure che al momento i colossi del web non sembrano avere alcuna intenzione di collaborare come la portavoce capo della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha auspicato. Ne è una prova l’inchiesta pubblicata da openDemocracy, secondo cui Google e Facebook avrebbero fatto di tutto nelle ultime riunioni con l’Unione Europea per tentare di annacquare le nuove più stringenti regole contro le fake news pensate da Bruxelles. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, nell’inchiesta si precisa come Facebook e Google avevano “alleati potenti al tavolo” dei 39 esperti chiamati dall’Unione Europea per scrivere il Codice di condotta (EU Code of Practice on Disinformation) per le piattaforme online a settembre 2018 (basato sul report del gruppo uscito a marzo, ndr), e hanno utilizzato il loro potere finanziario per affossarlo. Le 77 pagine messe offline negli ultimi giorni da Facebook rappresentano purtroppo soltanto la punta dell’iceberg. Come ricorda Il Fatto Quotidiano, soltanto in Italia sono state segnalate dagli attivisti di Avaaz 104 pagine e 8 gruppi Facebook che diffondono contenuti volutamente deviati per un totale di oltre 18 milioni di follower e 23 milioni di interazioni negli ultimi tre mesi. Difficile pensare che con numeri del genere il voto non venga orientato…

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