Falso succo di mela biologico: 9 arresti/ Così due pisani truffavano i grandi marchi

Due fratelli imprenditori del pisano, e altre sette persone, sono stati arrestati per la truffa del succo di mela biologico

mela gialla 2018 pixabay

Le forze dell’ordine hanno sgominato una maxi truffa con oggetto il succo concentrato di mela. Otto le persone finite in manette, fra cui due fratelli imprenditori di Pisa, quattro dipendenti della stessa azienda e due prestanome originari della provincia di Salerno. Tutt’ora ricercata invece una nona persona, un serbo che è sfuggito alle autorità visto che, stando a quanto riportato dai colleghi de Il Messaggero, le forze dell’ordine locali non avrebbero collaborato con quelle italiane e con Eurojust. Nei loro confronti le accuse sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio. Il loro metodo di truffa era molto semplice: spacciavano per prodotti di alta qualità e biologici, sostanze in realtà altamente nocive per il corpo umano e ben lontane dall’essere biologiche. I due fratelli imprenditori di Pisa realizzavano in particolare prodotti che poi venivano rivenduti a grandi marchi per realizzare le loro marmellate e confetture.

FALSO SUCCO DI MELA BIOLOGICO: 9 ARRESTI

A scoprire la frode è stata la procura di Pisa, a seguito di alcune segnalazioni giunte dagli organismi di vigilanza di Olanda e Germania, insospettiti appunto dal prodotto in questione. L’azienda a cui capo vi erano i due fratelli pisani era la Italian Food srl di San Miniato, ma sono state sequestrate in totale sei società, beni mobili e immobili per un valore di 6.5 milioni di euro, e più di 1400 tonnellate di prodotto adulterato per un valore superiore ai 5 milioni di euro. Nella giornata di ieri è stato bloccato un carico da 30 tonnellate che dopo un’apposita analisi risultava essere contaminato dalla patulina, una microtossina ammessa per legge in quantità pari a 50 microgrammi per chilo, ma che risultava essere presente in 7mila microgrammi per ogni chilogrammo. La procura ha imposto alle aziende che hanno acquistato il prodotto adulterato di ritirare tutte le confezioni di marmellate finite sul mercato dal primo gennaio ad oggi.



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