Fano, Tso per studente senza mascherina/ Si incatena al banco: polizia e 118 a scuola

- Silvana Palazzo

Fano, studente protesta a scuola contro mascherina e si incatena al banco: scoppia il caos. Arrivano polizia e 118, dopo trattativa va in ospedale e lì, dopo nuove proteste, scatta Tso

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(LaPresse)

Sta avendo un eco molto grande sui social la notizia dello studente di Fano che si è presentato in aula senza mascherina e per questo ha ricevuto un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). È successo ieri a Fano, dove un ragazzo di 18 anni che frequenta una scuola superiore cittadina è entrato in classe e si è incatenato ad un banco come forma di protesta. Ai compagni di classe aveva distribuito un opuscolo scritto da colui che definisce “il costituzionalista”. Dopo due ore di trattative il giovane è stato accompagnato all’esterno e preso in custodia dai sanitari, ma davanti alla scuola, oltre ad un’ambulanza, era arrivata anche un’auto della polizia. «Sto bene. Sono qui al reparto psichiatrico di Pesaro, a Muraglia, perché mi hanno fatto un Tso e mi hanno detto che dovrò restare qui una settimana. In questo momento una dottoressa mi sta portando via tutti gli oggetti pericolosi. Mi hanno dato dei calmanti al Santa Croce e poi mi hanno trasferito a Pesaro, a Muraglia. I miei genitori non sono con me», ha raccontato il giovane al Resto del Carlino. Poi è intervenuta una dottoressa del reparto, prendendo il telefono del ragazzo, spiegando che doveva interrompere la telefonata.

LA PRESIDE “STUDENTE PLAGIATO”

Quando è stato chiesto alla dottoressa se sia normale che un 18enne finisca in psichiatria per aver protestato contro l’uso della mascherina in classe, la stessa ha risposto: «Questo ragazzo ha attorno persone che lo stanno mal consigliando». Si è aperto così un giallo su cui ha provato a far chiarezza la dirigente della scuola, la quale ha spiegato che il “costituzionalista” citato dal ragazzo sarebbe in realtà una persona che era davanti alla scuola. «Sarei scesa per dargli un pugno in faccia. Perché lo ha plagiato e questa storia mi addolora profondamente, soprattutto come mamma», ha dichiarato la preside al Resto del Carlino. Ha aggiunto che in classe col cellulare in viva voce parlava con questa persona che gli ha anche suggerito che se la polizia lo avesse portato via con la forza, sarebbe stata una aggravante per gli agenti. «Lei capisce che razza di situazione è. Se mi dovessero chiamare, dirò tutto. Perché questa storia che mi scuote». La preside ha poi precisato che inizialmente non era previsto alcun ricovero forzato.

TSO SCATTATO AL PRONTO SOCCORSO

Secondo la ricostruzione riportata dal Resto del Carlino, i problemi sarebbero emersi al pronto soccorso del Santa Croce, dove il 18enne si è ribellato. Da qui l’intervento di alcuni poliziotti e di due infermieri che gli hanno somministrato calmanti e poi lo hanno trasferito a Pesaro. Uno dei docenti nel frattempo ha raccontato quei momenti concitati. Erano le 8 quando è cominciato tutto. Dentro l’aula una ventina di studenti e il professore. Quindi la trattativa andata avanti per oltre due ore, mentre i compagni venivano spostati in un’altra aula e la scuola veniva sgomberata. Non è la prima volta che accade però. «Questa è già la quinta azione di protesta e tutte le volte si cerca di spiegare come stanno le cose e quali sono le regole comportamentali e alle quali non si può derogare. Ma su questa vicenda della mascherina il ragazzo è deciso a proseguire nella sua protesta», ha spiegato il docente.

Il prof lo definisce un ragazzo intelligente, molto bravo con i computer, ma «con la vocazione del bastian contrario». Ad esempio, al termine delle lezioni invia file dove vengono sostenute tesi contrarie rispetto a quanto spiegato. «Cosa diciamo? Che lui può far valere tutte le sue ragioni, contestare, ma lo deve fare con la mascherina davanti alla bocca e su questo non si può derogare». I genitori, informati della situazione, hanno provato a convincere il figlio a rispettare le regole. Si era anche deciso di procedere con le lezioni da casa fino alla risoluzione della vicenda, poi il caos finito pure sui social, dove è di tendenza l’hashtag #FatemiUnTso.

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