“Farmaco Anakinra? Ottimi risultati vs Covid”/ Viola: “Ma non sostituisce il vaccino”

- Alessandro Nidi

Sul farmaco Anakinra contro il Coronavirus sono stati registrati esiti importanti. L’immunologa Viola: “Resta comunque importante vaccinarsi”

antonella viola
Antonella Viola (Otto e mezzo)

Sul farmaco Anakinra, oggetto di un servizio della trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro”, è intervenuta nelle scorse ore anche Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova, la quale ha commentato i risultati dello studio inerente a questa cura, pubblicati sull’autorevole rivista scientifica “Nature”. Queste sono state le sue parole, pubblicate su Facebook: “Buone notizie! Un nuovo farmaco, Anakinra, ha dato ottimi risultati nella terapia del Coronavirus severo, riducendo la mortalità del 55% (studio Save-More)”.

Viola ha proseguito spiegando che si tratta di un anticorpo monoclonale usato nell’artrite reumatoide e in altre patologie infiammatorie. Qual è la sua funzione? “Blocca il recettore dell’Interleuchina 1, riducendo così l’infiammazione. Di nuovo, si dimostra il ruolo chiave del sistema immunitario e dell’infiammazione nella patologia causata dal SARS-CoV-2. Naturalmente, questo è un farmaco che può essere utilizzato solo nelle persone ricoverate, per salvare vite, ma non è lo strumento con cui possiamo bloccare la pandemia. Per farlo, come sappiamo, servono i vaccini”.

ANAKINRA, ANTONELLA VIOLA: “I VACCINI SONO COMUNQUE INDISPENSABILI”

Dopo l’intervento su Anakinra, la professoressa Viola, sempre mediante i social media, ha voluto spostare la propria attenzione sulla questione vaccini: “Anche qui arriva una nuova buona notizia che però, a differenza della prima, è davvero solo un’anticipazione, perché non ci sono ancora dati disponibili”.

Di cosa si tratta? Della somministrazione del siero vaccinale anti-Covid ai più piccoli: “Secondo Pfizer, entro questo mese potrebbero essere inviati alla FDA i dati relativi alla vaccinazione dei bambini tra i 5 e i 12 anni e, sempre secondo l’azienda, per la fine di ottobre anche quelli per i bambini tra i 6 mesi e i 5 anni. Se questi tempi venissero rispettati e se la FDA valutasse sufficienti i dati, i vaccini per i più piccoli potrebbero essere disponibili tra la fine dell’anno e i primi mesi del prossimo”. La ricerca, dunque, procede e muove importanti passi in avanti, in questa lunga ed estenuante battaglia contro la pandemia di Coronavirus, il cui epilogo ancora non si manifesta nella sua interezza.



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