Fascicolo sanitario elettronico/ Cos’è e come funziona: accesso alla storia medica

- Emanuela Longo

Fascicolo sanitario elettronico: cos’è e come accedere. Tutto sullo strumento che rappresenta la rivoluzione digitale della medicina

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Fascicolo sanitario elettronico

In questi giorni si parla spesso del cosiddetto Fascicolo sanitario elettronico, nel quale vanno a confluire i risultati di coloro che si sottopongono al test del tampone per il Covid. Ma cos’è esattamente e perchè può rappresentare uno strumento particolarmente utile? Il Fascicolo sanitario elettronico, comunemente chiamato FSE, consiste in uno strumento tramite il quale il paziente può consultare e avere traccia della propria storia sanitaria. In questo modo può facilmente condividerla con i professionisti sanitari e garantire in tal modo un servizio efficace ed efficiente. Ogni regione ha adottato la propria modalità di attivazione del servizio, ma in generale sono in tutto 19 le Regioni attive. Uno dei temi principali sui quali è attualmente al lavoro il ministro Speranza è proprio quello dei fondi europei del Recovery fund (o del Mes) per finanziare la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale soprattutto dopo il caos scatenato dall’emergenza Covid che potrebbe ora tornare a scuotere la sanità italiana con questa seconda ondata in atto. Tra i vari punti del piano c’è anche il potenziamento del progetto del Fascicolo sanitario elettronico per il quale si stima una spesa di 1 miliardo e che porterebbe a “favorire la digitalizzazione documentale, secondo standard europei, l’armonizzazione e l’estrazione dei dati”.

FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: LE NOVITÀ NEL DECRETO RILANCIO

Il Fascicolo sanitario elettronico rappresenta una vera e propria rivoluzione digitale della medicina. Tale strumento aiuta contemporaneamente ad archiviare, in modo tempestivo e continuativo, la storia sanitaria di ciascun paziente ed accedere direttamente ai servizi online. I professionisti sanitari che prenderanno in carico il paziente potranno accedervi solo dopo il consenso degli stessi per motivi di privacy. La Regione Emilia Romagna è la prima in Italia ad essersi adeguata alle disposizioni nazionali sulla sanità digitale contenute nel Decreto Rilancio. Al momento, come riferisce Estense.com, sono in Emilia Romagna sono attivi quasi due milioni di fascicoli a fronte di una utenza potenziale di 4,5 milioni di persone, ovvero assistiti che hanno un medico di medicina generale o pediatra di libera scelta. Con il Decreto Rilancio sono state introdotte ulteriori novità sul Fascicolo Sanitario Elettronico. In primo luogo sono state estese le tipologie di dati sanitari e socio-sanitari che confluiscono nel FDE, includendo anche le prestazioni erogati al di fuori del Sistema sanitario nazionale. Il cittadino, inoltre, non dovrà più richiedere l’apertura del proprio fascicolo e dare il proprio consenso alla sua alimentazione, ma tramite il consenso esplicito decidere chi potrà accedere ai suoi dati sanitari. Estese inoltre le funzioni di sussidiarietà dell’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità dei Fascicoli Sanitari Elettronici (INI) alle regioni che non hanno ancora attivato questo strumento. Per la registrazione e l’accesso al proprio FSE è necessario un account Spid o una smartcard.

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