Fauci: alcuni vaccini si sono rivelati pericolosi/ Cosa ha detto davvero a Zuckerberg

- Silvana Palazzo

Anthony Fauci e il video con Mark Zuckerberg: “Alcuni vaccini si sono rivelati pericolosi”. Cosa ha detto davvero l’infettivologo le cui parole ora vengono decontestualizzate

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Mark Zuckerberg e Anthony Fauci

Da giorni circola sui social un video in cui Anthony Fauci sembra ammettere o suggerire che i vaccini Covid potrebbero rendere le persone più suscettibili. Si tratta di una conversazione che l’infettivologo, consigliere medico della Casa Bianca, ebbe il 19 marzo 2020 con Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, in live streaming. Sui social questo filmato ha cominciato a diffondersi, presentato come una sorta di ammissione da parte di Fauci che i vaccini Covid potrebbero essere controproducenti nella lotta contro il coronavirus. È bene precisarlo, anche in virtù dell’eco che sta avendo questo video, che c’è stata una distorsione significativa delle osservazioni del massimo esperto internazionale di malattie infettive.

In realtà, infatti, Anthony Fauci stava sottolineando l’importanza degli studi clinici nello sviluppo dei vaccini, che è esattamente il messaggio opposto rispetto a quello che gli viene attribuito ora. Fauci stava parlando del processo di sviluppo, test e approvazione dei vaccini Covid, delineando la possibile linea temporale del processo, i possibili ritardi e complicazioni. Mark Zuckerberg fece una domanda ad Anthony Fauci dei test di sicurezza, che è stata decontestualizzata al punto tale da attribuire al CEO di Facebook l’intenzione di far pressione sui vaccini anche senza dati certi su sicurezza ed efficacia.

COSA HANNO DETTO ZUCKERBERG E FAUCI

Una delle domande che ho sentito da un certo numero di persone è: fare i test di sicurezza è ovviamente incredibilmente importante perché si vuole garantire che non si sta iniettando alle persone qualcosa che potrebbe essere dannoso. Ma una volta che si ha questo, perché non spingere di più sulla diffusione più aggressiva, anche se non si sa quanto sia efficace? Qual è la logica della salute pubblica e il pensiero dietro la necessità di provare che è estremamente efficace prima di lanciare qualcosa che si sa essere sicuro?”. Questa la domanda di Mark Zuckerberg, che ha riproposto una domanda all’epoca molto diffusa, quindi non riportando in nessun modo il suo pensiero. “Ok, questa è una buona domanda. Lo studio di sicurezza iniziale, Mark, è quello di vedere – se lo inietto nel braccio, ha una sorta di reazione idiosincratica o negativa? C’è un altro elemento per la sicurezza, ed è – se si vaccina qualcuno e fa una risposta anticorpale, e poi viene esposto e infettato, la risposta che hai indotto in realtà aumenta l’infezione e la rende peggiore?”, questa la risposta di Anthony Fauci.

Poi ha spiegato: “L’unico modo per saperlo è fare uno studio esteso non in un volontario normale che non ha alcun rischio di infezione, ma in persone che sono là fuori in una situazione di rischio. Questa non sarebbe la prima volta – se accadesse – che un vaccino che sembrava buono nella sicurezza iniziale in realtà ha fatto peggiorare le persone. C’è stata la storia del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale nei bambini che, paradossalmente, ha fatto peggiorare i bambini. Uno dei vaccini contro l’HIV che abbiamo testato diversi anni fa, in realtà ha reso gli individui più suscettibili di essere infettati. Quindi non si può semplicemente andare là fuori e darlo a meno che non si senta che, sul campo, quando qualcuno viene infettato ed esposto, essere vaccinati non lo faccia peggiorare. Ecco perché si deve fare una prova”.

GLI ESEMPI DI RSH E HIV

Anthony Fauci non stava parlando del vaccino del Covid, che all’epoca non era stato neppure ancora approvato, ma stava affrontando uno scenario ipotetico a dimostrazione del fatto che gli studi e le sperimentazioni sono fondamentali per valutare sicurezza ed efficacia. Del resto, è questo il motivo per il quale sono condotti, così come il motivo per il quale sono stati approvati è perché sono sicuri ed efficaci. Inoltre, va precisato che quando ipotizzava che un vaccino possa sembrare sicuro e poi rivelarsi dannoso stava parlando di due diverse fasi di test, non di un vaccino che si rivela insicuro dopo la vaccinazione. Infatti, gli episodi citati, quelli dei vaccini per il virus respiratorio sinciziale (RSV) e l’HIV si sono verificati durante la sperimentazione. Capire se un vaccino è sicuro o dannoso prima che venga approvati e ampiamente distribuito è una funzione chiave degli studi clinici. Gli esempi del RSV e dell’HIV illustrano chiaramente lo scopo dei test di sicurezza multifase, in quanto entrambi per quei candidati vaccini che sembravano sicuri nei primi test sono emersi “difetti” in una fase successiva delle prove. La differenza con i vaccini Covid è che questi hanno superato tutte le fasi della sperimentazione ottenendo l’approvazione.







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