Fauci usa Paxlovid ma torna positivo/ “Ero negativo, poi di nuovo sintomi più forti”

- Chiara Ferrara

Anthony Fauci ha il Covid e si sta curando con Paxlovid, ma dopo essersi negativizzato è tornato dopo alcuni giorni ad essere positivo: un caso di rebound

Anthony Fauci
Anthony Fauci (LaPresse)

Anthony Fauci ha contratto recentemente il Covid-19 ed essendo un paziente a rischio, dato che ha 81 anni, ha avuto la possibilità di curarsi in casa con l’antivirale Paxlovix, ma il suo processo di guarigione non è andato come si aspettava: al quinto giorno, infatti, è tornato ad essere negativo, per poi tornare positivo poco dopo. Il suo è stato un caso di rebound (rimbalzo). Un fenomeno che si è manifestato anche nel corso della sperimentazione del farmaco.

“Sono diventato positivo circa due settimane fa, con sintomi molto minimi. Quando sono aumentati, data la mia età, ho assunto Paxlovid per cinque giorni. Dopo di ciò mi sono negativizzato, per tre giorni. Poi nuovamente positivo, con sintomi peggiori di quelli della prima volta. Ho ripreso ad assumere Paxlovid e adesso dopo altri quattro giorni sto meglio, anche se ancora i sintomi ci sono”, questa l’esperienza del consigliere del presidente Joe Biden raccontata alla Cnn.

Fauci usa Paxlovid ma torna positivo: l’antivirale di Pfizer

I casi come quelli di Anthony Fauci, tornato positivo dopo avere terminato il ciclo di Paxlovid, sono decine e decine. Pfizer, che lo ha prodotto, tuttavia, ritiene che non ci siano correlazioni tra il fenomeno di rebound e l’antivirale, in quanto in fase di sperimentazione esso si è manifestato sia nel gruppo che aveva ricevuto il farmaco sia in quello che aveva ricevuto il placebo. “Il corso clinico in questione sottolinea quanto abbiamo bisogno di imparare sul dosaggio ottimale e sulla durata del trattamento antivirale delle infezioni da Omicron”, commentano in tal senso gli scienziati alla Cnn.

I dubbi in merito alla possibilità che Paxlovid si sia rivelato un flop, però, continuano ad essere tanti. Al di là dei casi di rebound, infatti, uno studio condotto negli Usa ha dimostrato che il farmaco riduce la carica virale molto meno rispetto a quanto dichiarato dalla casa farmaceutica: si passerebbe, come riportato da La Verità, dall’88% promesso al 51% reale. Difficile stabilire a priori dove stia la verità. Intanto, comunque, l’antivirale stenta a decollare in Italia e non solo.





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