Fca, respinta causa General Motors/ Giudice Usa “Mancano prove, danni solo indiretti”

- Silvana Palazzo

Fca, giudice Usa respinge causa General Motors perché mancano prove: “Danni solo indiretti”. L’accusa era di corruzione nelle trattative col sindacato United Auto Workers

Mike Manley, Fca
Mike Manley (LaPresse)

La causa intentata da General Motors contro Fca è stata respinta. Il giudice Usa Paul Borman in una sentenza di 30 pagina spiega che General Motors non ha fornito prove a sufficienza per dimostrare di essere stata direttamente danneggiata dalla presunta condotta di Fiat Chrysler Automobiles. L’accusa nei confronti di Fca è di aver manipolato le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro con il sindacato United Auto Workers tra il 2009 e il 2015. Il giudice federale nelle scorse settimane aveva chiesto a Mary Barra e Mike Manley, amministratori delegati dei due colossi, di incontrarsi per risolvere la disputa, ma Gm ha fatto ricorso contro la decisione ottenendo una sospensione dell’ordine. Uno stop temporaneo, visto che in appello la giustizia americana ha negato a General Motors la richiesta di veder assegnato il caso a un altro giudice. «Gm ha accusato solo danni indiretti», scrive Paul Borman, il quale ha poi precisato che «i costi del lavoro di Gm non sono risultati più alti di quanto sarebbero stati in assenza delle tangenti di Fca».

GENERAL MOTORS CONTRO FCA “ANDIAMO AVANTI”

Per il giudice Paul Borman i lavoratori del sindacato United Auto Workers di Fca sono state le vittime dirette delle tangenti, «perché sono stati pagati meno». Ma General Motors non intende chiudere qui la battaglia legale. La casa automobilistica guidata da Mary Barra ha infatti dichiarato di essere in disaccordo con la decisione e di voler perseguire le sue vie legali. «Ci sono abbastanza prove e la nostra azione mostra nel dettaglio come le tangenti multi-milionarie hanno causato danni diretti a General Motors», recita la nota. Ma per gli esperti legali si tratta di una causa inusuale perché i casi solitamente vengono risolti con un patteggiamento a causa della difficoltò di mostrare che si è vittima diretta di tale presunta corruzione. Invece Gm ha puntato il dito contro l’ex Ceo Sergio Marchionne, considerato una «figura centrale» nello schema di tangenti pagato da Fca al sindacato con l’obiettivo di indebolire General Motors, causandole «sostanziali danni», e spianare la strada alle nozze con Fiat Chrysler.

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