FdI vs Salvini “No a referendum giustizia”/ Delmastro Delle Vedove “Siamo contrari”

- Alessandro Nidi

FdI contro Salvini sui referendum sulla Giustizia. Delmastro Delle Vedove: “Preferiamo presentare emendamenti in Parlamento”

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Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato e responsabile Giustizia di Fratelli d’Italia, si è detto assolutamente contrario, a nome del partito che rappresenta, al quesito sulla custodia cautelare presentato da Matteo Salvini. Sulle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, l’esponente della forza politica meloniana ha sottolineato che non è possibile privare gli inquirenti di uno strumento tanto efficace e utile a evitare un’attività criminosa che, altrimenti, proseguirebbe imperterrita. “Con l’eliminazione del criterio della reiterazione del reato – ha commentato –, in carcere non ci andrà più nessuno”.

Delmastro Delle Vedove ha poi voluto effettuare un esempio concreto: “La custodia cautelare è la misura essenziale per colpire gli spacciatori, che vivono dei proventi dello spaccio e hanno bisogno di reiterare il reato. Questo vale ovviamente anche per altri reati, dallo scippo ai furti in abitazione. E per lo stalking cosa facciamo? Lasciamo che chi perseguita sia libero di uscire?”.

DELMASTRO DELLE VEDOVE: “SIAMO CONTRO I REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA”

Secondo Delmastro Delle Vedove, intervenuto su “Il Fatto Quotidiano”, il criterio della reiterazione del reato per disporre il carcere deve rimanere per qualunque delitto, dai reati della criminalità comune alla corruzione, la bancarotta e i reati fiscali: “FdI è per la certezza della pena, sempre. Non possiamo sostenere questo quesito di Matteo Salvini”. Poi, una precisazione: “Noi non abbiamo paura del popolo e non pensiamo, come il Pd, che i referendum siano una clava contro qualcuno. Detto ciò, preferiamo presentare emendamenti alle riforme in Parlamento. Come sul Csm, dove noi proponiamo il sorteggio: Salvini lo voti in Parlamento”.

Infine, sul quesito che abolisce la legge Severino per ricandidare pregiudicati, la posizione di Fratelli d’Italia è molto chiara: Delmastro Delle Vedove dice che la legge ha effetti distorsivi e incostituzionali per gli amministratori locali condannati in primo grado, ma i criteri di ineleggibilità e di incandidabilità per i condannati devono restare. “Siamo contrari a eliminarla del tutto”, ha chiosato.

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