Federica Cappelletti, moglie Paolo Rossi/ “Bimbe sapevano della malattia, a Bucine..”

- Davide Giancristofaro Alberti

Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, torna a parlare del dolore legato alla scomparsa del campione del mondo, ma guarda al futuro con ottimismo

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L'esultanza di Paolo Rossi dopo il secondo goal alla Polonia nei Mondiale del 1982 (Lapresse)

Sono già passati più di due mesi dal 9 dicembre 2020, da quando cioè ci ha lasciati Paolo Rossi, per tutti il Pablito Mundial. Campione indiscusso dentro e fuori dal campo, sempre sorridente e mai polemico, ha lasciato un grande vuoto soprattutto in tutta quella generazione che ha avuto la fortuna di vivere il famoso campionato del mondo di calcio del 1982. Una manifestazione d’affetto enorme da ogni angolo della penisola, ma anche oltre, come confermato anche da Federica Cappelletti, la moglie dal 2010 di Paolo Rossi, che oggi ha rilasciato una bella intervista ai microfoni del quotidiano Valdarno Oggi, pubblicata dalla stessa sulla propria pagina Instagram: “Le manifestazioni di vicinanza al lutto che ci ha colpiti sono state veramente tantissime e provenienti da ogni parte del mondo”.

Federica racconta di come non sia stato ovviamente facile affrontare un lutto così tremendo, in particolare per le due figlie più piccole: “Il periodo che stiamo affrontando – ha proseguito – non è facile e si rende ancora più delicato data l’età di Maria Vittoria e Sofia Elena (11 e 9 anni), ma abbiamo parlato a lungo, le bimbe erano consapevoli della malattia del padre e dopo la perdita abbiamo insieme valutato ogni soluzione possibile, anche quella di trasferirci e ricominciare in un’altra città”.

FEDERICA CAPPELLETTI, MOGLIE PAOLO ROSSI: “ABBIAMO DECISO DI RIMANERE A BUCINE”

La famiglia ha però deciso di rimanere a vivere nel comune di Bucine, dove si trova il Poggio Cenina, il resort gestito proprio da Paolo Rossi e famiglia: “Alla fine abbiamo deciso di rimanere a Bucine (provincia di Arezzo ndr) – ha aggiunto la moglie del campione del mondo 1982 – dove hanno costruito le loro relazioni e da qui ripartiremo portando avanti i suoi progetti”. La compagna di vita di Paolo Rossi ricorda anche il giorno dei funerali: “Il giorno dei funerali, in tutta la via principale del paese erano esposte bandiere dell’Italia in suo onore e non è stato proclamato lutto cittadino perchè avrebbe contrastato con la solarità indiscussa di Paolo. Adesso solo pochi atti formali separano l’intitolazione a suo nome dello stadio comunale che dovrebbe avvenire in primavera”.



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