FEDERICA PANICUCCI/ “La vita va vissuta ogni giorno con le cose belle” (Verissimo)

- Emanuele Ambrosio

Federica Panicucci tra gli ospiti di Verissimo di Silvia Toffanin: la conduttrice presenta la sua autobiografia “Il coraggio di essere felice”

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Federica Panicucci

Federica Panicucci si racconta a cuore aperto a Verissimo da Silvia Toffanin. “Sto bene, sono in un momento positivo della mia vita, anche se ci sono dei momenti in cui il dolore devi viverlo, elaborarlo e tenerlo dentro” – racconta la conduttrice di Mattino Cinque che prosegue dicendo – “poi devi cominciare a guardare oltre e pensare che la vita va vissuta ogni giorno con le cose belle, ma anche quelle complicate. La vita ti fa dei doni e devi avere la capacità di acchiapparli pur tenendo il dolore, la vita è talmente bella”. Poi la conduttrice parla della sua autobiografia “Il coraggio di essere felice”: bisogna fermarsi e chiedersi “sono davvero felice?” e quando ti fai questa domanda hai già vinto. Questa domanda ce la siamo fatta” – continua la Panicucci parlando del matrimonio fallito con Fargetta – “a quel punto capisci che è il momento di attuare quel cambiamento doloroso che però ti porterà ad una nuova felicità”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Federica Panicucci: “Festivalbar? Per me era un sogno”

Federica Panicucci tra gli ospiti della nuova puntata di Verissimo di Silvia Toffanin, il rotocalco televisivo di successo in onda il sabato pomeriggio su Canale 5. La conduttrice è ospite per un’occasione davvero importante: la presentazione della sua autobiografia dal titolo “Il coraggio di essere felice” in uscita in questi giorni sulle piattaforme online e dal 20 ottobre in tutte le libreria. Un libro sentito quello che ha scritto la conduttrice di Mattino Cinque che, proprio durante l’ultima puntata del programma di informazione del mattino di Canale 5, si è emozionata nel parlarne: “sono molto emozionata, quando devo parlare di me è sempre un po’ più complicato, preferisco parlare degli altri. Però questa è un’occasione per parlare un po’di me”. Parlando proprio della sua autobiografia la conduttrice aveva scritto sui social: “il coraggio di essere felici è una forza dirompente capace di plasmare la nostra vita, ma per riuscirci servono forza, fatica e appunto, coraggio. E quando pensi che ‘tanto ormai la mia vita è così e non cambierà’, ecco, è in quel preciso istante che devi impegnarti al massimo. E allora accadrà quell’evento inatteso che modificherà il corso delle cose, ma devi essere capace di accogliere il cambiamento, è solo se avrai l’atteggiamento giusto potrai farlo tuo”.

Federica Panicucci: da Enzo Tortora al Festivalbar

Una carriera importante quella di Federica Panicucci che è partita accanto ad uno dei mostri sacri del piccolo schermo: Enzo Tortora. Un debutto che la stessa conduttrice ha raccontato così durante un’intervista rilasciata a Il Giornale: “la mia agenzia mi mandò a fare un provino per Portobello, per me un sogno: lo guardavo insieme ai miei genitori. Al casting c’erano tutte super modelle, pensai di non avere chance, invece cercavano un volto un po’ diverso. Ricordo la prima conferenza stampa, quella del rientro di Tortora in tv: c’era uno spiegamento di giornalisti mai visto. Ero al centro di un evento epocale”. Poi negli anni ’90 la grande popolarità e successo prima con “Unomania” e poi con “Il Festivalbar”, la kermesse canora per eccellenza dell’estate italiana che ha condotto per tantissimi anni con Fiorello e Amadeus.

Un momento della sua carriera che ricorda ancora oggi con grande emozione: “una sera, mentre stavo parcheggiando sotto casa dei miei genitori a Milano, mi chiamò Vittorio Salvetti, il patron della manifestazione, e mi disse che avevano deciso di affidare la conduzione a Fiorello, Jovanotti, Amadeus e a… me! Per me era un sogno. Al debutto, dietro il palco, quando Salvetti disse ‘Presenta Federica Panicucci’, mi si ghiacciarono le gambe, non riuscivo a camminare, pensai di scappare… Entrai in scena tutta rigida. Poi mi sciolsi. Fu un grande successo, per uscire dalla piazza dovettero portarci via nascosti dentro a un’ambulanza”.

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