Federica Punturiero, figlia Maria Chindamo/ “Cultura mafiosa mi ha portato via mamma”

- Emanuela Longo

Federica Punturiero, figlia di Maria Chindamo: la sua battaglia per arrivare alla verità sulla madre misteriosamente scomparsa

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Federica Punturiero, figlia Maria Chindamo

Federica Punturiero, figlia maggiore di Maria Chindamo, è ormai una donna e combatte in prima linea, insieme al resto della sua famiglia, affinché si possa fare finalmente luce sulla fine drammatica avuta dalla donna che l’ha messa al mondo. Federica ha dovuto vivere un doppio dramma, quello legato al suicidio del padre Ferdinando, avvenuto nel 2015 e la successiva scomparsa misteriosa della madre, avvenuta un anno esatto dopo. Nel mezzo, una separazione tra i due genitori, forse alla base della decisione del padre di togliersi la vita. La mattina del 6 maggio 2016 però, Federica vide per l’ultima volta la madre, prima che potesse sparire per sempre dopo essere uscita per recarsi ad un appuntamento di lavoro in località Montalto di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia. Quel giorno, intorno alle 7.00, qualcuno l’avrebbe ferocemente aggredita, ferita e portata via, aprendo così una strada di dolore e mistero che ormai da oltre tre anni i familiari di Maria Chindamo, compresa la figlia da poco maggiorenne, stanno percorrendo con coraggio.

FEDERICA PUNTURIERO, FIGLIA MARIA CHINDAMO: LA SUA BATTAGLIA

Lo scorso marzo Federica Punturiero era intervenuta per la prima volta in tv, alla trasmissione Chi l’ha visto, manifestando la sua grande forza ed il coraggio, caratteristiche che la accomunano ancora di più alla madre Maria Chindamo. “Voglio diventare magistrato per scoprire che fine ha fatto mia madre”, aveva dichiarato alla padrona di casa Federica Sciarelli. La speranza della figlia è conoscere, un giorno, che fine abbia fatto la madre: “Il mio desiderio è quello di diventare un magistrato per far sì che questa mentalità che soffoca le donne venga eliminata. Mia mamma sarebbe stata molto contenta di questa scelta, perché era anche il suo sogno”, aveva aggiunto. “Dopo tre anni mi viene difficile pensare che sia ancora viva”, aveva spiegato, pur dicendosi “tranquilla” nel sapere il lavoro della procura. “Nella mia terra si è talmente abituati a gesti del genere che un fatto così è normale. Diventa normale che una donna debba restare a casa senza lavorare e senza poter divorziare”, aveva aggiunto, prendendo le difese della madre che, nei mesi precedenti al suicidio del padre aveva deciso di separarsi da lui. Oggi Federica insieme allo zio Vincenzo – fratello di Maria Chindamo – sono in prima linea nella battaglia in atto per arrivare alla verità. A Gazzetta del Sud aveva dichiarato: “In Calabria c’è una cultura mafiosa che m’ha portato via mia madre e ha distrutto la mia famiglia. Se non posso avere mia madre, però, voglio almeno avere verità e giustizia. Confido anche nell’umanità delle persone che vivono su questa terra e spero che anche loro possano aiutarmi nella mia, nella nostra lotta, perché il caso di mia madre non rimanga insoluto. Siamo tutti Maria Chindamo”.



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