Federico Scotta, 11 anni in carcere per errore/ “Mi hanno portato via i figli”

- Davide Giancristofaro Alberti

Federico Scotta ha passato 11 anni ingiustamente in carcere con le accuse infamanti di pedofilia: gli sono stati portati via i figli

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Federico Scotta e la famiglia a Storie Italiane

A Storie Italiane si torna a parlare dell’inchiesta sui diavoli della bassa modenese, un’indagine risalente agli anni ’90 e riguardante una presunta setta, e che ha coinvolto ben 21 persone, finite a processo con accuse pesantissime poi nel corso dello stesso procedimento smantellate. Fra le persone coinvolte anche Federico Scotta, che ha scontato 11 anni in carcere ingiustamente con l’accusa di pedofilia e che è uscito di galera nel 2008. A Federico Scotta venne sottratti i tre figli, fra cui Nik, un giovane ragazzo originario del Sud America che era stato adottato, e che Scotta è tornato ad incontrare solo lo scorso mese di dicembre: “E’ stata un’emozione unica, stavo svenendo – racconta l’uomo, oggi 45 anni, a Rai Uno – poterlo riabbracciare è stato qualcosa che abbiamo perso negli anni e finalmente possiamo recuperare quello che si può”.

Nik, oggi 23 anni fa, era sottratto al padre quando aveva appena sei mesi: “Mi hanno lasciato libero di fare tutto quello che volevo – racconta il ragazzo a Storie Italiane – ho deciso di conoscere il mio passato e quindi di avvicinarmi a Federico. E’ stata un’emozione molto forte poterlo riabbracciare, mancava un pezzo della mia storia. Non sapevo quali potessero essere le mie reazioni”.

FEDERICO SCOTTA, L’INCONTRO CON IL FIGLIO NIK: “COME RIVIVERE UNA SECONDA VITA”

E’ stato come rivivere una seconda vita – ha proseguito Nik – avere una seconda possibilità, inizialmente era come avere davanti a me uno sconosciuto, non l’avevo mai conosciuto, sapevo solo che ero stato adottato. E quel giorno, il 7 dicembre, mi è arrivato addosso un grosso carico di emozioni”. Nik ha aggiunto: “Il primo contatto è stato tramite mia sorella, che è stata la prima a cercarmi, mi ha raccontato tutta la storia che riguardava me e la mia famiglia. Io ero molto spaventato, cercavo di rinnegare il fatto di avere una sorella biologica perchè io stavo bene con me stesso. Avevo quindi chiuso tutti i rapporti con lei, poi quando mi ha raccontato tutta la storia riguardante Federico io non sapevo più a cosa credere in quanto erano accuse molto pesanti, sono andato in confusione”. Nik ha continuano: “Io avevo sei mesi quando sono stato tolto dalla famiglia biologica, e il fatto di scoprire questa storia mi ha creato molta rabbia, soprattutto vedendo lo stile di vita oggi di Federico, ed è per questo che oggi sto combattendo con lui”. Ha ripreso la parola Federico Scotta: “La vera sofferenza è stata il 7 luglio del ’97, poi nel ’98 con la nascita dell’ultima figlia, quando mi hanno portato via i figli, ti vedi portare via il cuore. Poi entrare in carcere con un reato così infamante… Come hanno fatto a condannarmi? Lascio parlare il mio avvocato, ma io quello che ho sentito quando hanno aperto le porte del carcere… continui a dire di essere innocente ma dentro sei inerme. Quando entri in galera per un reato di pedofilia ti devi guardare alle spalle, sono i detenuti che ti danno il loro giudizio e se quel giudizio è positivo allora ti sostengono. Nell’arco di tempo l’avevano capito, e i miei tre figli mi hanno dato la forza per affrontare tutto”.



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