Fedez e Chiara Ferragni VS Daniela Martani/ PM:”Offese social? Querela da archiviare”

- Paolo Vites

La Procura di Roma dispone l’archiviazione della querela di Fedez e Chiara Ferragni contro Daniela Martani “rea” di averli insultati sui social

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Fedez e Chiara Ferragni a Venezia 76 (Credits La Biennale di Venezia - foto ASAC)

IL PM DICE NO ALLA QUERELA DI FEDEZ E CHIARA FERRAGNI VS DANIELA MARTANI

Fedez e Chiara Ferragni con le spalle al muro? Forse non solo loro. Un sonoro schiaffone in faccia a influencer, esperti di personal branding, postatori seriali, insomma quell’umanità che ha fatto dei social network la propria realtà (virtuale). Alcuni dei quali, molto scaltri, guadagnano cifre enormi semplicemente mettendosi in vista tutti i giorni a tutte le ore, diventando pubblicità viventi. Lo schiaffone a questo mondo lo ha dato la Procura di Roma dicendo che “i social godono di una scarsa considerazione e credibilità”. Cioè non contano nulla. Che farà adesso Matteo Salvini che sui social ha costruito la sua personalità politica, usandoli a spron battuto per crearsi un seguito di almeno 4 milioni di persone? TRanquilli, la massa continuerà a seguire il guru di turno senza porsi domande. Il caso in questione è stato aperto in seguito a una querela presentata da Fedez nei confronti di una ex concorrente del Grande Fratello, Daniela Martani, che su twitter aveva definito il cantante e la moglie Chiara Ferragni “idioti palloni gonfiati”. Il pm ha chiesto l’archiviazione della denuncia in quanto, essendo i social poco credibili, “non sono idonei a leader la reputazione altrui”. La sentenza apre un precedente: è come dire infatti che breaking news, ultime ore, terremoti e tsunami, dichiarazioni di ministri e politici, non hanno nessuna rilevanza.

“GLI INSULTI SUI SOCIAL SONO PRIVI DI OFFENSIVITA'”

La sentenza ha ovviamente diviso accusa e difesa, spiega oggi il Corriere della Sera: “Se secondo la Procura i milioni di utenti iscritti a Facebook, Twitter e Instagram rendono questi ultimi “frivoli”, di tutt’altro avviso sono gli avvocati difensori: proprio perché un numero enorme di persone li frequenta l’offesa è molto grave. Così c’è il rischio di trasformarli “in una vera e propria zona franca in cui tutto è concesso“. In effetti è già quello che succede, ma una sentenza come questa, che passerà ignorata ovviamente, dice semplicemente la verità: i social sono i luoghi dell’annebbiamento cerebrale, culturale e umano, anche se naturalmente ci sono i distinguo, chi (pochi) li usa con un disperato tentativo di far cultura o denuncia. Tutto era nato dalla famosa festa di compleanno a sorpresa organizzata da Chiara Ferragni per il marito in un supermarket, con grande spreco di cibo: “Io ve lo dico da anni che sono due idioti palloni gonfiati irrispettosi della vita delle persone e degli animali. Per far parlare di loro non sanno più cosa inventarsi. Fare una festa a casa era troppo normale altrimenti chi glieli mette i like”. Per la Procura di Roma “ ritenendo che “sui social accade che un numero illimitato di persone, appartenenti a tutte le classi sociali e livelli culturali, avverta la necessità immediata di sfogare la propria rabbia e frustrazione, scrivendo fuori da qualsiasi controllo qualunque cosa, anche con termini scurrili e denigratori che in astratto possono integrare il reato di diffamazione, ma che in concreto sono privi di offensività”. Insomma come scrivere su un muro frasi che verranno cancellate il giorno dopo. Chi glielo dice ai miliardi di follower che sono convinti invece di spiegare i destini del mondo e il senso della vita con i loro post?



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