FELICIA IMPASTATO, FILM RAI 1/ Gaetano Badalamenti condannato per omicidio di Peppino

- Matteo Fantozzi

Felicia Impastato, in onda su Rai 1 il film con Lunetta Savino tratto dalla vera storia di Peppino Impastato. La condanna di Badalamenti.

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Felicia Impastato

Felicia Impastato, commento in live del film dedicato alla madre di Peppino Impastato

Il film tv Felicia Impastato si chiude con l’accusa lapidaria da parte della protagonista: “Tu hai ammazzato me figghiu”, sentenzia, rivolta allo schermo in cui compaiono le immagini di Gaetano Badalamenti. Quest’ultimo venne poi effettivamente condannato come mandante dell’omicidio di Peppino Impastato. “Ve l’avevo detto che questo giorno veniva”, dice poco prima, voltandosi verso suo figlio Giovanni. Il quale, per tutta risposta, le sorride: la famiglia Impastato ha sempre saputo che Badalamenti aveva ordinato quell’uccisione. Solo, mancavano le prove per condannarlo. Essenziale, in questo senso, fu il lavoro del magistrato Rocco Chinnici, il quale fu a sua volta assassinato da Cosa nostra il 29 luglio 1983. Subito dopo la sua scomparsa, nel 1984, il caso venne archiviato una prima volta. Nel 1992 la seconda archiviazione; la condanna definitiva all’ergastolo arrivò solo dieci anni più tardi. (agg. di Rossella Pastore)

La prima denuncia da parte di Felicia Impastato

Dopo la morte di Giuseppe “Peppino” Impastato, Giovanni Impastato e la sua fidanzata non abbandonano l’idea di sposarsi. È Felicia Impastato, la madre dei due fratelli, a benedire i due e a invitarli a non farsi “comandare” da “questi quattro servi”. Risulterebbe strano, ai loro compaesani, se il matrimonio venisse celebrato nonostante quello che è successo. Ma la famiglia Impastato non ha niente da nascondere: per questo motivo, esortata da Felicia, la coppia fissa comunque la data. “Ma dove la trovi, tutta questa forza?” è la domanda che la donna si sente rivolgere più spesso, da quando suo figlio è morto. “Ma che, vi siete messi d’accordo?”, scherza Felicia. Giovanni, dal canto suo, si sente un po’ messo da parte. Anche lui vorrebbe agire per fare giustizia, mentre sua madre vuole proteggerlo. Sta facendo, in sostanza, quello che non ha fatto con Peppino: impedirgli di mettersi nei guai, “perché era grande”, “perché era la sua vita”. Gli stessi mafiosi non mancano di intimidirla: “Un figlio solo ti è rimasto”, le ricordano. Ma lei non ha paura di denunciarli apertamente: “È stato Tano Seduto a uccidere Peppino”. (agg. di Rossella Pastore)

I primi sospetti dei Carabinieri

Il film tv Felicia Impastato inizia in un’aula di tribunale di Palermo. Il teste con cui inaugurare l’udienza è la madre della vittima, Felicia Bartolotta Impastato, invitata dal giudice ad accomodarsi e a recitare la formula di rito. “Te l’avevo detto che ’stu giorno veniva”, commenta Felicia poco prima di entrare in aula. Ridicolo il momento in cui le vengono chieste le generalità, e lei fa sapere semplicemente di avere “84 anni”. Per inciso, la Impastato nacque il 24 maggio 1916 a Cinisi, e al tempo della deposizione aveva effettivamente 84 anni. Poi finalmente si va al sodo. “Chi era suo figlio Giuseppe Impastato? Che attività svolgeva? Che studi aveva fatto?” sono le domande che le vengono poste. “Parlava alla radio”, replica lei con semplicità, “sempre contro la mafia. Contro Gaetano Badalamenti”. “Mio marito era amico dei mafiosi, e mio figlio era contro la mafia. Mio marito lo buttava fuori di casa, e io lo facevo rientrare. Lui però, non voleva che toccassero suo figlio. Diceva sempre: prendete me, non mio figlio”. Parte il flashback dell’uccisione di Peppino, con la successiva perquisizione da parte dei Carabinieri. Questi ultimi, infatti, pensano che Impastato sia un terrorista. (agg. di Rossella Pastore)

Felicia Impastato questa sera su Rai 1

Felicia Impastato va in onda su Rai 1 per i propri telespettatori nella prima serata di oggi, venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 21:25. Si tratta di un film televisivo realizzato da raifiction con la regia affidata a Gianfranco Albano mentre la sceneggiatura è stata sviluppata è scritta da Diego De Silva, Monica Zapelli e Giovanni Impastato. Le musiche della colonna sonora sono state composte dal gruppo musicale siciliano degli Agricantus, il montaggio è stato realizzato da Gino Bartolini ed i costumi di scena portano la firma di Alfonsina Lettieri. Nel cast sono presenti Lunetta Savino, Carmelo Galati, Barbara Tabita, Antonio Catania, Gaetano Aronica, Giorgio Colangeli e Linda Caridi.

Felicia Impastato, la trama del film

In Felicia Impastato ci troviamo nella cittadina di Cinisi in Sicilia e in particolar modo nella provincia di Palermo. Un giorno nei pressi della stazione ferroviaria locale viene rinvenuto il corpo senza vita e dilaniato di Peppino Impastato giornalista e attivista italiano nonché membro del partito della democrazia proletaria. Sul luogo arrivano ovviamente le forze dell’ordine e sua madre Felicia. Le prime indagini da parte dei tutori della legge sembrano lasciar pensare ad un tentativo di attentato di matrice politica che lo stesso Peppino avrebbe orchestrato e di cui poi è stato a sua volta vittima. Una ricostruzione che evidentemente lascia sbigottita la madre la quale assolutamente non crede a questo genere di possibilità. Infatti, la madre e gli altri componenti della famiglia sono quanto mai convinti che la morte sia stata provocata dalla mafia in ragione delle ripetute denunce che lo stesso Peppino aveva evidenziato alle forze dell’ordine per manifestare alcuni atti criminali.

Così la mamma con tantissimo coraggio inizia ad occuparsi in prima persona delle indagini ed in particolar modo si mette alla ricerca delle prove che potrebbero far incastrare il boss mafioso locale Gaetano Badalamenti. Dopo tantissimi anni dai fatti, la donna avrà l’opportunità di trovare lungo il proprio percorso di inchiesta, la giustizia dei magistrati che sapranno darle supporto necessario ed in particolar modo Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto che peraltro saranno anche i protagonisti del cosiddetto Processo alla mafia che si è tenuto negli anni 80 nell’aula bunker del tribunale di Palermo. Il caso dell’assassinio di Peppino Impastato è stato archiviato per ben due volte ossia nel 1984 nel 1992 e soltanto nel 2002 anche grazie alle testimonianze di alcuni boss pentiti, si riusciranno a dimostrare le colpe del Boss Malva Galanti il quale sarà condannato all’ergastolo. Il successo voluto è in una madre ferita e addolorata per la morte del proprio figlio che non si è mai sconfortata anche nei momenti più difficili.





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