FERDINANDO SALZANO, INDAGATO PER VIOLENZA PRIVATA/ F&P, accuse al manager delle star

- Paolo Vites

Denunciato il promoter di concerti Ferdinando Salzano della F&P

ferdinando salzano striscia la notizia
Ferdinando Salzano (Striscia la Notizia)

Qualche giorno fa, dal palco di Mantova dove stava facendo un concerto, Renato Zero ha parlato in difesa di una promoter calabrese che non riesce più a organizzare concerti perché minacciata da un potente promoter che la ricatta. L’artista romano non ha fatto il nome, ma chi segue il programma Le Iene ha subito capito di chi stava parlando: Fernando Salzano, potente tycoon della televisione, “padrone” di Sanremo che decide che quasi solo i suoi artisti possono partecipare alla manifestazione, boss della F&P che fa parte del gruppo Cts Eventim-TicketOne. Le novità di oggi arrivano però da “La Stampa”, attraverso la denuncia della manager Valeria Arzenton, che lo accusa di minacce e ritorsioni e di avere un abuso di posizione. Accusato anche di rapporti con i bagarini online e condannato a un anno e sei mesi per omicidio in seguito al crollo del palco di Laura Pausini a Reggio Calabria. Ha creato un regime di monopolio in Italia: o i concerti li organizza lui o non li fa nessuno. Adesso è formalmente indagato dalla Procura di Padova per il reato di violenza privata (che prevede fino a 4 anni di reclusione), insieme a due suoi collaboratori. L’Antitrust ha poi aperto anche una indagine per abuso di posizione dominante con l’aggravante di minacce, ritorsioni e boicottaggio. Il caso in questione è un concerto di Alessandra Amoroso a Padova, dove una società locale, Zed, gestisce il Teatro Geox di Padova, il Morato di Brescia e l’Arena di Mantova, dove Renato Zero ha fatto la sua coraggiosa denuncia e ancora la Kione Arena di Padova, la Zoppas di Conegliano e il Palageorge di Montichiari.

MINACCE E BOICOTTAGGIO

Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, con la titolare Valeria Spinosa a coordinare le indagini, Salzano pretendeva di utilizzare la Kioene Arena intestandosi la fiscalità dell’evento, cioè obbligando gli imprenditori locali ad accettare le sue condizioni diventando ospiti in casa loro. Minacciava di non pagare i debiti pregressi, almeno 300mila euro. Con questa minaccia ha ottenuto di imporre le sue condizioni sul concerto della Amoroso. Salzano obbliga poi a vendere i biglietti solo con il circuito Ticketone, di cui fa parte. I rappresentanti di Zed si recano da lui per trovare un accordo, ma vengono aggrediti verbalmente con minacce di far saltare i concerti da loro organizzati. Tutte prove queste che la procura ha ottenuto da filmati delle Iene mai mandati in onda per il divieto di Salzano. Ma esistono. La conseguenza è la cancellazione di quattordici concerti (tra cui Elisa, Gigi D’ Alessio, Il Volo, Fiorella Mannoia, Nek, Modà, Ficarra e Picone, Panariello). Adesso Valeria Arzenton di Zed ha fatto denuncia. Un sistema, questo, che va abbattuto. Impedisce la libera imprenditoria, la libertà di impresa e a pagare sono gli spettatori che si trovano a pagare prezzi esorbitanti per i biglietti. Si spera che l’indagine faccia il suo corso fino in fondo. Ma come mai i grandi nomi della musica che lavorano per Salzano, da Ligabue a De Gregori non aprono bocca?



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