Fettina di limone al bar 50 centesimi/ Bufera a Parigi “Pagheremo anche il ghiaccio?”

- Silvana Palazzo

Una fettina di limone al bar costa 50 centesimi: bufera a Parigi. “Pagheremo anche il ghiaccio?”, i commenti sarcastici sui social. Ma la pratica non è illegale se…

Limone acqua calda coronavirus
Immagine di repertorio

In alcuni bar e bistrot a Parigi si paga la fettina di limone nell’acqua minerale. Per la precisione costa 50 centesimi. La pratica, è bene dirlo subito, non è illegale. Ma è stata subito polemica per questa trovata. Il caso è scoppiato quando Nora Hamadi, giornalista che si occupa di arte, ha pubblicato un tweet con lo scontrino che poi è diventato virale nel giro di poche ore. Le Parisien ha sottolineato che tutto ciò non è illegale se la decisione sia evidenziata nella carta del menù, come nel caso della giornalista, anche se era specificato a caratteri minuscoli. In ogni caso il tweet con la fotografia è stato condiviso migliaia di volte e ha suscitato decine di commenti indignati. Non solo per la questione della fettina di limone a mezzo euro, ma per il prezzo del bicchiere d’acqua minerale, pagato 5 euro, consumato al Bistrot de la Tour, vicino alla Tour Eiffel. Hamadi non immaginava che il messaggio avrebbe sollevato una bufera.

FETTINA DI LIMONE AL BAR 50 CENTESIMI, BUFERA A PARIGI

«Continuando così faranno pagare anche il ghiaccio», il commento sarcastico di un utente. «Se potessero far pagare anche l’aria lo farebbero», aggiunge un altro. «Il limone è il prossimo Bitcoin», un altro commento ironico. Dallo scontrino si evince che la spesa era di 30 euro, di cui 27,50 per l’acqua e 2,50 per le fettine di limone. Basta fare due calcoli per capire che un limone, da cui si ricavano venti o più fettine, permette di ricavare 10 euro extra. Ma allora i limoni al chilo vanno a 100 euro? E allora cosa succede se si chiede una limonata? Il dibattito è aperto sui siti internet, sui social e in radio. Ma le polemiche di questo tipo sono all’ordine del giorno. Ricordiamo i bari che fanno pagare l’acqua del rubinetto o quella per il cane, o addirittura il riscaldamento del biberon. Delle cortesie che qualcuno vorrebbe continuare a ricevere gratuitamente, magari chiedendole con gentilezza.

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