FILIPPO PENATI È MORTO/ Bersani: “Ha sofferto molto, non solo per la malattia”

- Niccolò Magnani

Filippo Penati, morti a soli 66 anni: il cordoglio da parte del mondo politico, dal governatore Fontana alla comunità politica Saronnese

Filippo Penati
Filippo Penati (LaPresse)

Il mondo della politica in lutto per la scomparsa di Filippo Penati, stroncato a 66 anni dalla malattia. Pierluigi Bersani lo ha voluto ricordare così: «Filippo Penati ha sofferto molto, e non solo per la malattia. Ha sofferto con grandissima dignità. Lo ricordo con affetto e stima. Lo ricordo come una persona seria e leale. Lo ricordo come un protagonista della sinistra di governo, fermo sui valori dell’uguaglianza e impegnato ad accompagnare quei valori con la concretezza dell’azione di governo. Oggi è una giornata davvero triste». Il governatore di Regione Toscana Enrico Rossi, oltre ad aver testimoniato vicinanza alla famiglia, ha ricordato che Penati «era stato scagionato da ogni accusa in primo e in secondo grado di giudizio, dopo essere stato messo alla gogna mediatica e giudiziaria». Infine, l’omaggio di Stefano Esposito: «Oggi si è spento un amico. Una persona per bene che ho avuto il piacere di conoscere e con il quale ho lavorato. Un amico che ho difeso, insieme a pochi altri, quando ha avuto delle difficoltà». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“FILIPPO PENATI, ACCUSE INGIUSTE INFLUIRONO SULLA MALATTIA”

La morte di Filippo Penati ha unito tutti in un unico cordoglio. Ad esprimersi è stato anche Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che ha voluto così ricordare l’ex presidente della Provincia di Milano (fino al 2009): “Ho avuto il piacere di conoscerlo e di condividere con lui momenti istituzionali importanti sempre tesi a valorizzare le istituzioni a ogni livello, dai Comuni alle Province fino alla Regione”. “Ai suoi famigliari e ai suoi cari rivolgo le più sentite condoglianze ed esprimo il cordoglio della Giunta regionale della Lombardia”, ha concluso. Anche dal Saronnese sono giunti numerosi messaggi come riferisce Il Saranno online. L’assessore regione all’ambiente, Raffaele Cattaneo, ha definito Penati “Un uomo forte, che ha sempre combattuto contro le accuse ingiuste contro di lui, di certo non ininfluenti sulla sua malattia”. Ad esprimersi anche il senatore Alessandro Alfieri: “Venivamo da storie e percorsi politici diversi, abbiamo fatto un tratto di strada insieme. Siamo andati in giro per il mondo per promuovere Expo 2015; insieme siamo stati in consiglio regionale. Abbiamo fatto battaglie politiche, abbiamo discusso. Ma quello che mi ha colpito di più di Filippo è che non ha mai mollato, anche nelle avversità. Anche quando ha pagato un prezzo eccessivo al suo impegno politico. Nonostante tutto, quando passava a trovarmi non mi faceva mancare il suo sorriso. E gli immancabili consigli, perché la passione politica non l’ha mai abbandonato. Un pensiero particolare e un abbraccio a Claudia per ciò che abbiamo vissuto insieme!”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL CANCRO E LE SENTENZE: “DECLINO MORALE DEL PD”

Come ben lo ricorda Renato Farina su Libero Quotidiano, «Filippo Penati era un Peppone colto intuisco di umanesimo cristiano», un personaggio molto particolare della politica italiana a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica. Dopo l’intervista dove fu lo stesso Penati a ricordare che buona parte di quella malattia che alla fine lo ha colto arrivò dal dolore per le tante ingiustizie e cattiverie subite nel corso delle inchieste, è ancora il collega (spesso ospite anche su queste pagine) a difendere la memoria dell’ex Presidente della Provincia di Milano «Il processo per corruzione lo offese profondamente. Ci sono cose più pesanti del carcere ed è la lo sfregio alla reputazione. Si difese con coraggio a Monza. Come è capitato a molti, il virus iniettato a tradimento nell’anima, quella di essere un ladro e di aver tradito la buona fede dei cittadini, si trasforma in un cancro che ammazza». Rispetto alla politica di oggi, Penati all’Adnkronos pochi giorni prima della morte ricordava così amaramente il decadimento generalizzato che osservava nei palazzi della politica: «Oggi faccio fatica a riconoscermi nella politica attuale, che trovo debole quando non priva di senso morale. Anche il mio ex partito, il Pd, non sfugge a questo declino generale. Non riesce ad interpretare il riformismo che è sempre stata la chiave di volta di una sinistra di governo».

PENATI: “CANCRO? COLPA DEI PROCESSI”

Filippo Penati si è spento nelle ultime ore all’età di soli 66 anni, stroncato da quel cancro diagnosticatogli tempo fa e contro cui ha comunque lottato pur senza clamore e con riserbo, come saranno anche i suoi funerali stando a quanto comunicato dalla famiglia: l’ex Presidente della Provincia di Milano, infatti, ha dedicato l’ultima parte della sua vita non solo a combattere il male ma a riabilitare la sua figura dopo i processi che avevano segnato i suoi ultimi anni, facendolo passare per un corruttore tanto che il suo (oramai ex) partito si era pure costituito parte civile nel processo che lo vedeva imputato anche per finanziamento illecito ai partiti. “I medici dicono che il mio cancro è una conseguenza della mia vicenda giudiziaria” aveva detto di recente, spiegando che tuttavia della vicenda Serravalle oramai si occupavano i suoi legali e che la sua priorità era oramai quella di sconfiggere assieme alla sua famiglia il cancro: inoltre, nel giorno in cui esponenti bipartisan del mondo politico ricordano la figura di Penati, va ricordato come a detta dell’ex esponente del Partito Democratico, che qualche mese fa aveva annunciato di voler rinunciare alla tessera perché deluso dalla nuova linea data dal segretario Nicola Zingaretti, uno dei dolori più grandi della sua vita lo ha provato a suo dire quando i Democratici di Sinistra decisero di costituirsi parte civile nel processo da cui poi sarebbe stato assolto. (agg. di R. G. Flore)

LUCIANO NOBILI, “ERA UN COMBATTENTE”

Il mondo della politica piange Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano e sindaco di Sesto San Giovanni morto all’età di 66 anni. Luciano Nobili lo ha ricordato così: «Addolorato per la scomparsa di Filippo Penati. È stato un combattente. Un pensiero affettuoso per lui e per la sua famiglia». Paolo Grimoldi, esponente della Lega, ha reso omaggio all’avversario politico: «L’ho sempre stimato e rispettato. Ero consigliere a Milano quando fu presidente della Provincia, ho ammirato le sue capacità politiche e amministrative. Un pensiero alla famiglia e a quest’uomo che amava il suo territorio e la sua gente». Dopo aver ricordato le tante battaglie condivise, il ministro Francesco Boccia ha espresso il suo cordoglio su Facebook: «Filippo non ha mai abbandonato la sua passione per la politica e pur nelle tante difficoltà ha mostrato sempre coraggio, generosità e orgoglio per il suo lungo lavoro nelle istituzioni che ha servito». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

FILIPPO PENATI, CROSETTO: “LO HANNO UCCISO ANNI FA”

Il sindaco di Milano è rimasto scosso questa mattina alla notizia della morte di Filippo Penati, per lui un amico e non da poco tempo: «Credo che anche in tanti in un momento di difficoltà abbiano fatto mancare il loro affetto a Filippo. Ecco, io no, e non lo dico per farmene vanto, ma perché voglio ricordarlo come una persona che ho visto fino a pochi giorni fa, che ho accompagnato nelle sue difficoltà e che probabilmente meritava un po’ di più per il grande impegno che ha avuto», ha spiegato Beppe Sala intervenendo all’inaugurazione del Bookcity al Teatro Parenti di Milano. «È morto un amico. Per me è stato solo un amico a cui ho voluto bene e che ho accompagnato nell’ultima, dolorosa, fase della sua non banale vita», conclude il sindaco di Milano. Nel porre il commiato al collega e avversario, l’ex senatore di Fratelli d’Italia Guido Crosetto ricorda come per Penati fu ben più del cancro a fargli male già anni fa: «È morto Penati. RIP (Nessuno mi impedirà di pensare che sia stato ucciso anni fa, da gente in cerca di visibilità, potere e capri espiatori)».

I FIGLI DI PENATI “SENZA NOTIZIA E CLAMORE”

Chiedono il massimo riserbo i figli di Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano. Come specificato dall’edizione online di TgCom24, Simone e Ilaria hanno invitato la stampa a rispettare il loro dolore, e soprattutto la volontà del loro padre di andarsene “senza notizia e senza clamore“. Anche per queste ragioni i funerali verranno celebrati in forma strettamente privata. Nel frattempo sui social stanno iniziando a circolare i messaggi di cordoglio in ricordo del 67enne politico milanese, a cominciare da quello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che attraverso la propria pagina Twitter ha scritto: “È mancato Filippo Penati. Non è il momento di giudizi politici e non voglio ricordare il suo profilo istituzionale. Per me è stato solo un amico a cui ho voluto bene e che ho accompagnato nell’ultima, dolorosa, fase della sua non banale vita“. A luglio la Corte dei Conti della Lombardia aveva condannato Penati in appello per il caso Serravalle, e nell’occasione lo stesso si sfogò così: “Un anno fa mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle si occuperanno i miei legali”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FILIPPO PENATI È MORTO

È morto a Milano Filippo Penati, il 66enne ex Presidente della Provincia di Milano (dal 2004 al 2009) e dirigente del Partito Democratico: era malato da tempo l’uomo coinvolto negli ultimi anni in un lungo processo con colpi di scena continui che ne hanno minato la carriera politica con sentenze da lui sempre contestate, colpendolo nel momento di maggior dolore per la lotta contro il cancro che stava portando avanti. Era nato a Monza il 30 dicembre 1952 ma fu Sesto San Giovanni ad “accoglierlo” politicamente nel pieno della carriera: dal Partito Comunista Italiano, entrò direttamente nei Ds con i quali divenne sindaco tra il 1994 e il 2001: era stato un assicuratore e anche un insegnante prima di intraprendere la carriera politica. Dopo l’esperienza da Presidente della Provincia di Milano, nel 2010 arriva il “salto” con la candidatura a Governatore della Lombardia contro Roberto Formigoni: sconfitto, iniziò la parabola discendente che sfociò nel 2011 alle indagini a suo carico della Procura di Monza in merito al reato di concussione e corruzione per presunte tangenti intascate per la riqualificazione dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni,

È MORTO FILIPPO PENATI: L’ULTIMA BATTAGLIA

È in quegli anni che Filippo Penati purtroppo inizia a soffrire di un cancro che cresce di pari passo delle lunghe e dolorose vicende giudiziarie: venne assolto in primo grado e anche in Appello, ma non fu la fine definitiva dei suoi problemi con la giustizia. Una nuova inchiesta, più ingombrante, legata alla Milano-Serravalle lo porta nuovamente alla sbarra con le accuse che diventano questa volta condanna: assoluzione in primo grado e condanna in Appello per l’acquisto da parte della provincia di Milano del 15% delle azioni della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio nel 2005 a prezzi considerati poco equi. La sentenza della Corte dei Conti venne giudicata proprio di recente dallo stesso Penati «assurda» e in una intervista all’Adnkronos dello scorso 4 ottobre svelò «19,8 milioni di euro? I tempi della giustizia sono ancora uno dei più gravi problemi italiani. I tempi che si allungano enormemente sono un male per gli imputati e per la società. Gli imputati, in particolare, faticano far valere la propria innocenza e, quando ci riescono come nel mio caso con due assoluzioni al tribunale di Monza e, poi, a quello di Appello di Milano, i cittadini non seguono più il caso e rimangono indelebili le stigmate negative del processo mediatico». Non solo, proprio in quella stessa intervista Filippo Penati ammise per la prima volta pubblicamente di essere malato di cancro da tempo: «ha tra le cause scatenanti sicuramente le conseguenze della mia lunga vicenda giudiziaria. […] sapere della malattia, condividere con chi ti vuole bene la sofferenza aiuta enormemente il malato. Certo sentenze ingiuste ed irragionevoli sono colpi durissimi da parare».

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