Diamo voce agli invisibili

- Massimo Ferlini

MASSIMO FERLINI, con il Filorosso di oggi, inaugura la nuova pagina de IlSussidiario.net dedicata a Milano e ne spiega le finalità

tram_milano1R375

IlSussidiario.net  insieme a Cdo Milano inaugurano oggi una pagina dedicata alla città perché pensano che quanto qui accade può essere anticipazione e stimolo o esempio per altre realtà.

Non sarà quindi una pagina di cronaca su Milano, ma uno spazio dove fare parlare quanto c’è di positivo nella società milanese, quanto può essere indicativo di proposte valide per i tanti territori del nostro paese.

Milano ha un tessuto sociale vitale caratterizzato dal non fermarsi davanti alle difficoltà, ma che trova ogni giorno nuove risorse per continuare a rispondere ai bisogni che la società incontra. Milano è la capitale nazionale del terzo settore non solo grazie alle grandi realtà che vi operano, ma anche grazie alle centinaia di iniziative di cittadini che si impegnano per dare una risposta concreta e capillare sul territorio, negli ospedali e nei quartieri, nelle scuole e nelle periferie.

Questo capitale sociale di Milano ha una lunga storia rilanciata e rafforzata dalle idee dell’Illuminismo lombardo, dall’incontro tra le culture Cattolica, Liberale e Riformista, che si sono sempre misurate con il Fare, contrastando la tentazione ideologica dell’estremismo. Questa cultura del lavoro e del fare ha sempre visto nel confronto un fattore di sviluppo, perché le differenze ideologiche non si fermano alla contrapposizione, ma lavorano per creare le premesse di possibili collaborazioni.

Queste esperienze storiche mantengono vivo un tessuto di esperienze che si rinnovano costantemente e che formano una rete di servizi che danno risposte concrete nei settori della salute, dell’assistenza, del lavoro e dell’integrazione.

Ascoltando la città non è difficile trovare una ricchezza di istituzioni civili o di leader che segnano punti di eccellenza; donne e uomini che hanno accettato di assumersi una responsabilità per il bene comune, testimoni dell’idea che chiudersi nell’individualismo significa abbandonare il campo e rinunciare a costruire. Bisogna investire con queste realtà offrendo loro tutta la libertà e il sostegno possibile, con fiducia nella loro capacità di fare.

Milanesi non si è semplicemente per nascita o per censo. Fin dai tempi di Ambrogio, come recita un editto dell’epoca, “chi lavora a Milano è milanese”.
Intorno al lavoro, alla libertà di espressione che passa per il lavoro, attraverso la difesa della dignità del lavoro, si è disegnato nei secoli un percorso in cui l’integrazione (accettazione, assistenza al bisogno di sapere, di cura, di un tetto) ha trovato nel corso dei secoli la costruzione di opere che ancora esprimono un ricco tessuto per cui a Milano nessuno viene lasciato da solo.

Ma far parte di Milano è essere nel suo tessuto produttivo. Milano è la città della moda, della ricerca e del design d’eccellenza. Il suo tessuto economico è fatto di piccole e medie imprese che non si arrendono davanti alla crisi, ma innovano e crescono, anche nei mercati internazionali, con un’eccellenza che fa del capitale umano la propria forza. Imprenditori e dipendenti che lavorano fianco a fianco, per affrontare superare le sfide insieme, in un mondo silenzioso e operoso che le cronache qualche volta dimenticano di raccontare.

Questa ricchezza fatta di risposte che nascono spontanee trova nella sussidiarietà la leva ideale per contribuire a migliorare, un pezzo per volta, la nostra città che, rimane laboratorio italiano di riformismo ed innovazione.

È anche la città italiana in costante competizione con le aree mondiali più sviluppate. Dove le contraddizioni sociali sono le più “moderne”. Dove i cambiamenti del territorio e del tessuto abitativo segnano la vita di migliaia di persone. Ma dove gli strumenti di intervento collettivi sono per questo sollecitati a trovare risposte più innovative.

Vogliamo dare voce a queste esperienze in corso. Da qui l’idea di una pagina che faccia parlare Milano per far parlare esperienze come esempi possibili di un’umanità impegnata tutti i giorni nella realizzazione e nella costruzione del bene comune.

Siamo convinti che ogni epoca esprime il proprio desiderio per un mondo più bello. La domanda di giustizia, di bellezza e di bontà che caratterizza il cuore di ogni uomo trova nelle opere di questo periodo una risposta capace di indicare una nuova bellezza? Le istituzioni stanno scommettendo sulla capacità della società di trovare soluzioni o sordamente intervengono per statalizzare i bisogni?

Abbiamo inoltre inaugurato la mostra sugli affreschi del Buon Governo di Lorenzetti per avviare una riflessione sul Bene Comune come bussola di un percorso di ascolto dei tanti che a Milano operano, perché aiutare a diffondere una cultura che riconosca il positivo è una responsabilità dalla quale non intendiamo sottrarci.

Rifletteremo insieme sul welfare, sulla vita delle periferie, sul territorio, sulla cultura e su educazione e lavoro sempre a partire dalla realtà e dall’esperienza di tutte quelle persone impegnate in prima persona sul campo, certi che siano le loro voci lo spunto da cui partire per immaginare e realizzare insieme una città ancora più bella, più giusta e che sappia riconoscere la bontà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori