Costruire luoghi di vita

- La Redazione

Siamo chiamati alle urne in tante città e province del nostro Paese. In un momento in cui la politica si è allontanata dai problemi reali e ha perso la fiducia dei cittadini

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Immagine d'archivio (Imagoeconomica)

Milano, comunità di persone che collaborano per realizzare un ambiente per vivere bene, ha una propria vocazione che nasce dalla tradizione e dalla sua capacità di reinventarla continuamente.
Senza un popolo responsabile capace di rinnovare la propria identità anche le città decadono e il loro governo rischia di rinchiudersi in un continuo ricercare regole da imporre alla società senza più essere in grado di sostenere le ricchezze della identità del popolo: generosità, operosità, creatività e capacità di innovare nel solco di una tradizione.

È solo così che la speranza si afferma oltre le difficoltà vecchie e nuove. Solo così possiamo pensare di andare oltre una politica autoreferenziale che non intercetta i bisogni e le speranze delle persone. Milano ha nella sua vocazione quella di essere luogo di apertura a chi viene per lavorare e vivere nella città e centro di relazioni con il proprio Paese e con il resto del mondo. Sviluppando la sua identità e rilanciandola sviluppa sé stessa e dà un contributo al rilancio del Paese. Ciò sarà maggiormente possibile se la politica saprà ripartire da un rapporto popolare con la società e con chi nella società, nonostante la fatica di questo periodo, non ha smesso di costruire rispondendo al desiderio di bellezza, giustizia e verità proprie del cuore di ogni persona e che spingono a fare opere per essere utili al mondo e condividere i bisogni degli altri.

Milano è ricca di realtà e di esperienze che in tutti i settori, partendo dalla centralità assegnata alla persona, costruiscono opere culturali, rendono vivo il territorio dei quartieri, creano lavoro e sostengono chi cerca nuova occupazione, educano, assistono e curano le persone nel bisogno. Bisogna partire da queste realtà per valorizzare Milano. Svolgono tutti un “servizio pubblico” ma per chi ritiene che solo lo stato ha etica pubblica sono realtà che non si vedono o che al più sono considerate come possibili fornitori di servizi cui dettare regole contraddittorie con il bisogno. Spesso vengono riconosciute solo dopo che altri le hanno segnalate e perché si sono affermate lasciando la nostra città. Riconoscere e valorizzare il tessuto di opere e di persone che fanno la ricchezza di Milano, investire sul loro desiderio è oggi la sfida che ha di fronte chi vuole governare la città avendo come priorità quella di sostenere chi si batte per una cultura educata al bene comune. In questo vediamo nel PGT di Milano una proposta amministrativa coerente con questa concezione.

Indichiamo per questo alcuni punti che, da un confronto con le realtà presenti in città, riteniamo prioritari:

Un rilancio sussidiario della città accogliente:
– Servizi alla persona sempre più basati su finanziamento della domanda e riconoscimento della rete di operatori;
– Housing sociale sostenuto con le linee indicate dal PGT e gestioni dirette del non profit
– Sicurezza e accoglienza per chi a Milano vive, lavora, porta proposte e iniziative.

La città della cultura:
– Riconoscimento e promozione per iniziative culturali (musica, arti visive…) che promuovano nuove proposte
– Promuove reti culturali fra operatori per iniziative su tutto il territorio cittadino
– Sostegno dei servizi scolastici ed educativi promossi da famiglie ed associazioni

Milano al lavoro:
– Promozione di programmi di innovazione per la rete di PMI che caratterizzano la nostra città
– Coordinamento e promozione di operatori del lavoro, profit o non profit, con la dote lavoro per le persone
– Expo occasione di rilancio di innovazione e tradizione delle filiere produttive milanesi.

Le nostre città hanno bisogno di amministratori che sappiano lavorare nella loro azione politica per questi obiettivi. Siamo certi che il futuro delle nostre città dipende da una partecipazione responsabile di ognuno alla costruzione di una comunità più umana. Il voto è una prima espressione di questa responsabilità.

(Cdo Milano)

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