FLAVIO INSINNA/ “Mio padre mi ha sempre detto di non mollare” (Vieni da me)

- Carmine Massimo Balsamo

Da domani di nuovo protagonista al timone del game show L’eredità su Rai 1, Flavio Insinna si racconta a tutto tondo a Vieni da me.

Flavio Insinna a "Vieni da me"
Flavio Insinna a "Vieni da me" (Rai, 2019)

Flavio Insinna a 360° nella lunga intervista rilasciata ai microfoni di Vieni da me. L’attore e presentatore televisivo ha parlato della sua famiglia e del suo passato, ricordando le difficoltà incontrate quando mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo e il grande supporto dei suoi genitori. Ecco le parole del 54enne nato a Roma: «Non hanno aspettato di vedermi sui giornali o nei programmi, li ho sempre amati per mille motivi ma anche perché hanno fatto il tifo perché vedevano che mi impegnavo come un matto. Mi hanno lasciato fare perché hanno capito che mi impegnavo come se fossi in università o al lavoro. Quando volevo mollare, mio padre mi disse che non dovevo abbandonare perché “di famiglia non lo facciamo mai”. Per un genitore era l’occasione per dire “te l’avevamo detto”, ma lui non lo ha fatto». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

FLAVIO INSINNA: “FIGLI? TRA UN PO’ DIVENTO DIRETTAMENTE NONNO”

Domani, a partire dalle ore 18.45, torna su Rai 1 L’Eredità e Flavio Insinna scalda i motori: il conduttore è stato ospite a Vieni da me, parlando della nuova stagione ma non solo. «La scorsa è stata una stagione straordinaria, ma da domani è un altro giorno, una nuova sfida», le parole dell’artista, che non ha voluto svelare altro sul game show. Una canzone di Renato Rascel ha aperto il dialogo con Caterina Balivo sulla famiglia e sul fatto che non ha figli: «Non è un cappotto, che si esce e si compra: non è successo, sono successe tante altre cose…». Ironizzando poco dopo: «Un altro po’ faccio il salto e divento direttamente nonno». Poi è il turno di I will survive: «Un brano importante nella storia della nostra famiglia perché un giorno mi sono presentato a casa e ho detto che avrei fatto il dj. E’ diventato un lavoro per me: mi chiamavano a compleanni, feste e matrimoni e facevo il dj. Ho ancora il giradischi a casa, tutta l’apparecchiatura di quando facevo il dj all’età di 16 anni. Muovevo anche una piccola economia: non avendo la macchina, pagavo una persona e mi dava una persona. Mio padre si è chiuso a piangere nel suo studio per due anni (ndr): diceva a mia madre che avevano un figlio “cassettaro”».

FLAVIO INSINNA E IL RUOLO DELLA SORELLA VALENTIA

La sorella Valentina è stata molto importante per Flavio Insinna, come sottolineato poco dopo: «Non mi hanno preso all’Accademia d’arte drammatica, mi sono chiuso nel mio dolore leopardiano nella casa al mare. Mia sorella ha deciso di aiutarmi e mi ha iscritto ad una scuola di teatro: quella scuola mi ha aperto un mondo, ho ricominciato a leggere e dopo due anni sono entrato nella scuola di Gigi Proietti. Da soli non facciamo niente, ci vuole sempre una sorella o un fratello che ti dà una mano». Poi, una battuta sulla sua adolescenza e suoi rientri a casa a tarda notte: «L’incontro imbarazzante era con papà: mi guardava sulla porta e non parlava neanche. Io capisco, le famiglie vorrebbero per i figli il meglio: è la cosa più difficile al mondo, manuali per essere genitori non ne esistono. C’è da proteggere e c’è da dire molti no, serve anche il coraggio di provare a capire di cosa vuole fare».

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