Focolaio Veneto, manager a cene, feste e funerale/ Poi il rifiuto del ricovero

- Carmine Massimo Balsamo

Focolaio Veneto, la ricostruzione degli spostamenti del manager che ha causato il ritorno di fiamma del coronavirus nella Regione.

focolaio veneto
Immagine di repertorio (Foto LaPresse)

Il nuovo focolaio di Vicenza preoccupa il Veneto, dove l’indice RT è salito da rischio basso a elevato. Il presidente Luca Zaia ha promesso misure più rigide, annunciando che il manager appena rientrato dai Balcani – scatenando così il ritorno di fiamma del coronavirus – è stato segnalato alla Procura. Ma andiamo per gradi. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, l’imprenditore è partito da Vicenza il 18 giugno per fare ritorno a casa sette giorni dopo: in Serbia però è entrato in contatto con un 70enne sintomatico, morto nelle scorse ore dopo aver trascorso gli ultimi giorni in terapia intensiva. Attualmente l’uomo, storico dirigente della Laserjet di Pojana Maggiore, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Vicenza, intubato a pancia in giù, e anche gli operai che lo hanno accompagnato nel viaggio sono risultati positivi al Covid-19. Ma non è tutto purtroppo, la task force veneta antivirus ha ricostruito gli spostamenti del gruppo ed il bilancio è di 89 persone in quarantena, nuovi focolai e tamponi a centinaia di persone.

FOCOLAIO VENETO: LA RICOSTRUZIONE

Ma il caso del nuovo focolaio in Veneto sta facendo parecchio discutere soprattutto per il comportamento del manager. Come messo in risalto dal Corriere della Sera, l’uomo ha iniziato ad accusare i sintomi del coronavirus dal giorno in cui è tornato dai Balcani: febbre a 38, inappetenza e malessere generale. Nonostante ciò, però, è andato a un funerale e pure ad un’affollata festa di compleanno. «Era silenzioso e non ha assaggiato nemmeno la torta, di solito mangia anche i tavoli», il commento di un amico. Il giorno dopo il manager si è sottoposto al tampone ed è risultato positivo, rifiutando però il ricovero all’ospedale San Bortolo di Vicenza: «Preferisco tornare a casa», il suo diniego. Tre giorni più tardi, con l’aggravarsi delle condizioni di salute, è tornato in ospedale per il ricovero. Un altro aspetto della vicenda che preoccupa l’amministrazione Zaia è “l’omertà”, basti pensare al caso della donna – poi risultata positiva – che ha confermato di aver avuto contatti con l’imprenditore ma che si è rifiutata di fornire l’elenco delle persone con cui era venuta a sua volta in contatto.

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