Foibe “Basovizza pozzo abbandonato”: tweet choc/ Anpi Brescia “Scusa? Non c’è motivo”

- Emanuela Longo

Tweet choc di Anpi Brescia alla vigilia del ricordo delle Foibe: “Basovizza è un pozzo minerario abbandonato”, presidente Predoni non chiede scusa

Foibe Basovizza
Le foibe di Basovizza (Wikipedia)

Continua a far discutere il tweet choc scritto alla vigilia del giorno del ricordo delle Foibe da Anpi Brescia: Basovizza non è tecnicamente una foiba, ma un pozzo minerario abbandonato. Non ci sono prove documentarie certe che vi siano avvenute esecuzioni o vi siano state sepolte vittime delle epurazioni”. Parole che hanno inevitabilmente scatenato un vero e proprio caos come riportato da numerosi quotidiani nazionali e agenzie di stampa, a partire da Adnkronos che ha ripreso le parole del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “Adesso basta! Mi auguro che Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI intervenga subito e tutte le forze politiche condannino affermazioni di tale gravità”.

Il tweet di Anpi Brescia – poi rimosso – citava un passaggio del libro ‘E allora le foibe?’ di Eric Gobetti. A spiegare il motivo della cancellazione del cinguettio che ha scatenato non poche polemiche è stato Lucio Predoni, presidente dell’Anpi di Brescia che nella giornata di ieri ha fatto sapere: “è stato rimosso per rispetto alle vittime che vengono ricordate oggi. Abbiamo deciso di non alimentare questa assurda polemica, assolutamente strumentale”.

FOIBE “BASOVIZZA POZZO ABBANDONATO”: CAOS TWEET ANPI BRESCIA

Dopo il tweet choc, tuttavia, Predoni non ha chiesto scusa: “Non c’è motivo per chiedere scusa”, ha infatti aggiunto. Il tweet “Riportava una pagina del libro di Gobetti sulle foibe, in cui si fa una descrizione fisica della foiba di Basovizza, una ex miniera. Questo elemento decontestualizzato dal libro sembra voler disconoscere quell’elemento”. Quindi ha voluto sottolineare come la “decontestualizzazione dei fatti” abbia dato “adito ad accuse di negazionismo nei confronti dell’Anpi di Brescia. Niente di tutto questo. Nessuno mette in dubbio che esistono le foibe, tantomeno quella di Basovizza”. Quindi ha attaccato “coloro che alimentano queste polemiche”, considerando il loro comportamento “veramente imbarazzante”: “Non lo fanno per ricordare le vittime, ma solo per strumentalizzazione politica”. Il presidente dell’Anpi di Brescia ha quindi aggiunto che “i fatti che sono avvenuti sul confine orientale sono molto articolati e complessi”, motivo per il quale, ha concluso, “la memoria va fatta bene e non la devono fare i politici ma gli storici”.



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