Fondazione Gimbe/ “Il nuovo Dpcm è già vecchio, così lockdown ad un passo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il lockdown sarebbe dietro l’angolo secondo la Fondazione Gimbe, che invita a misure più restrittive rispetto a quelle contenute nell’ultimo Dpcm

nino cartabellotta
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe (da Facebook)

Anche la Gimbe è convinta che di questo passo il nuovo lockdownsarà inevitabile. A lanciare l’allarme è il presidente dello stesso Think Thank, Nino Cartabellotta, secondo cui le misure del nuovo Dpcm da poco emanato sarebbero insufficienti a contenere l’epidemia di coronavirus, e sono quindi necessari lockdown locali per circoscrivere i focolai e salvaguardare gli ospedali. La Fondazione Gimbe ha evidenziato come nella settimana 7-13 ottobre i casi siano cresciuti in maniera esponenziale, (35.204 vs 17.252), con l’aggiunta della crescita dal 4 al 7% degli infetti sui tamponi processati. Nel contempo, sono aumentati anche gli attualmente positivi 60.134 a 87.193, nonché i ricoveri e le vittime. “Nell’ultima settimana – le parole di Nino Cartabellotta riprese da Fanpage – si rileva un raddoppio dei nuovi casi, a conferma di un incremento esponenziale che si riflette anche sulla curva di pazienti ospedalizzati con sintomi e in terapia intensiva. Inoltre, con il netto aumento dei casi si rendono molto più evidenti le numerose variabilità regionali, oltre che provinciali“.

FONDAZIONE GIMBE: “EFFETTI DPCM NEUTRALIZZATI A BREVE”

E a riguardo si passa da un +4% della provincia autonoma di Trento, sottolinea ancora la Gimbe, ad un preoccupante +30.9% in Umbria. Differenze fra regioni anche nei ricoveri, con una crescita del 2.6% in Friuli, contro il 10.2% della Liguria. “Con l’aumentare vertiginoso dei numeri – prosegue ancora nella sua ‘denuncia’ la Fondazione Gimbe, nelle vesti del presidente Cartabellotta – il dato nazionale non rende conto delle marcate differenze regionali e provinciali che richiedono provvedimenti più restrittivi al fine di circoscrivere tempestivamente tutti i focolai e arginare il contagio diffuso”. E così che secondo la Gimbe, dati alla mano, il nuovo Dpcm risulta di fatto essere già superato: “Gli effetti delle misure del nuovo DPCM oltre a non poter essere valutati prima di 3 settimane, saranno in parte neutralizzati dall’incremento esponenziale dei contagi e dall’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari dovuto alla stagione influenzale”. Vengono quindi invocati dei “lockdown mirati” anche perchè in caso contrario, se il trend di crescita dovesse proseguire su questa media, c’è il rischio “di restrizioni sempre più ampie, lockdown incluso, è dietro l’angolo”.

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