RUSSIAGATE E FONDI LEGA, SCONTRO SALVINI-M5S/ Meranda come Savoini non risponde ai pm

- Niccolò Magnani

Russiagate e fondi alla Lega, Miranda si avvale della facoltà di non rispondere davanti ai pm, come Savoini. Di Maio vs Salvini “nascondi scandalo russo con attacchi a M5s”

Salvini e Savoini
Russiagate, Salvini e Savoini a Mosca (LaPresse, 2019)

L’avvocato Gianluca Meranda è stato convocato e interrogato dai magistrati di Milano presso la sede della Guardia di Finanza di Via Fabio Filzi a Milano per oltre un’ora e mezza: come però fatto anche da Savoini, l’avvocato presente all’Hotel Metropol a fine 2018 si è avvalso della facoltà di non rispondere di fronte alle domande dei pm che indagano sulla presunta trattativa dei presunti fondi dalla Russia verso la Lega di Matteo Salvini. La giornata intanto si è scaldata e molto nello scontro a distanza tra i due vicepremier, con l’aria di crisi del Governo che viene ribadita da Di Maio nell’ennesima invettiva incrociata con il leader leghista «Qui si attacca il M5S per fare notizia e coprire il caso dei fondi russi ma questa è una falsità, una falsità volgare che ci ritroviamo ogni giorno. Si deve portare rispetto al M5S e oggi se vogliamo seguire questo schemino di Salvini, chi è al governo con Berlusconi, in tutte le Regioni, è la Lega. Chi sta al governo con Renzi sull’affossamento del salario minimo, sulla Tav, su Radio Radicale, ovvero Radio Soros, è sempre la Lega». In difesa di Salvini arriva invece la dichiarazione di Silvio Berlusconi, da Lugano dove è in corso una partnership tra il suo Monza Calcio e Philipp Plein: «I fondi russi non esistono, sono certo che la Lega non ha avuto alcun finanziamento. Ne ho parlato con Putin: ci sono solo persone che parlano con i russi per inserirsi nel commercio di gas e petrolio. A questo punto Salvini potrebbe dire due frasi. Lo comprendo, ma io mi sarei alzato e avrei detto che sono tutte fantasie».

FONDI LEGA, SALVINI “COMPLOTTO ORGANIZZATO”

Nella lunga scia di polemica in merito all’inchiesta sui presunti fondi dalla Russia alla Lega, l’agitazione politica questa mattina punta il dito ancora una volta sulla posizione del Ministro Matteo Salvini: mentre si rischia una crisi di Governo proprio per il “nodo” incrociato “Russiagate”-sostegno M5s alla Von der Leyen, il leader della Lega al Corriere della Sera ha voluto ribadire la sua totale estraneità alla vicenda, spiegando di essere amico di Savoini ma non per questo di averlo “assoldato” per trattare con il Cremlino. «Mi chiedo cosa mai debba riferire Conte sulla Russia. D’altronde lui ribadisce ogni giorno che è il presidente del Consiglio. Chi l’ha mai messo in dubbio? Io non mi alzo la mattina dicendo “Matteo sei il ministro dell’Interno, accidenti!”. Detto questo ci andrò in Parlamento, a ribadire quello che ho sempre detto». Per Salvini i rapporti con la Russia sono fondamentali e ritiene Putin un grande uomo di Stato, ma non per questo si troveranno dei rubli di “donazioni” al Carroccio: «Non c’è nessun presunto finanziamento. Se da due anni stanno dietro a Trump, senza trovare nulla, figuriamoci se non se la prendono con me». Il sospetto di Salvini è quello di essere al centro di presunti attacchi perché intenzionato a “rivoluzionare” l’Europa: il Ministro ne è convinto, «Nulla succede per caso».

RUSSIAGATE, MIRANDA INDAGATO: PERQUISITO VANNUCCI

Magistrati? Spie? Servizi segreti? Salvini non dice ma “dice” ancora al CorSera, «Diciamo che c’è sistema bene organizzato. Io ho le mie idee, ma sono tranquillo sulla corruzione e quelle fantasie lì. Sa di cosa sono colpevole? Di voler avere buoni rapporti con la Russia». Su Savoini e D’Amico invece il vicepremier non fa autocritica e ribadisce «Io mi fido delle persone che mi sono vicine. Se poi mi si dimostra che qualcuno ha sbagliato, con me paga doppio. La vicenda di Garavaglia, assolto dopo anni di calvario, è eloquente». Nello specifico del rapporto con Gianluca Savoini, il leader della Lega nega di averlo “scaricato” e rispiega di averlo conosciuto nel 1992 alla Statale di Milano, «Ne abbiamo buttati fuori tanti della Lega. Ma sulla fantasia e sulle ipotesi, io non condanno e non scarico nessuno». Poi però c’è anche l’altra parte del Governo che la stessa Lega “attacca” per voler triangolare con il Pd per “scaricare” Salvini: Di Maio però a Uno Mattina oggi ha voluto ribadire che il M5s crede al leader leghista, con alcuni distinguo «Se avessi il minimo sospetto che la Lega ha preso soldi dalla Russia  non starei al governo con loro. Il tema è che se il Parlamento chiede un’audizione è giusto che quella persona (Matteo Salvini, ndr) vada in Parlamento. Io sono sicuro dell’esecutivo e ritengo ingiusto che ogni giorno si minacci una crisi di governo». Sul fronte indagini, ieri le notizie sono state importanti dato che gli altri due uomini italiani presenti al tavolo dell’Hotel Metropol uno è stato indagato (l’avvocato Gianluca Meranda espulso nel 2015 da una loggia massonica), l’altro invece ha ricevuto una lunga perquisizione nella sua casa in provincia di Livorno (l’avvocato Francesco Vannucci). L’inchiesta però è solo all’inizio..

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